Cesare Pianasso della Lega: Difendere i propri cari o abitazioni non è mai reato

Cesare Pianasso della Lega: Difendere i propri cari o abitazioni non è mai reato
Rivarolo, 27 Ottobre 2018 ore 08:59

Approvato in Senato il Decreto Legge sulla legittima difesa. Cesare Pianasso: «Difendere i propri cari o le proprie abitazioni non è mai reato. La Lega mantiene le sue promesse elettorali».

Cesare Pianasso sulla Legittima difesa

Ieri, mercoledì 24 ottobre, il Senato ha dato il via libera al decreto legge sulla Legittima difesa, fortemente voluto dalla Lega. Con questo testo si pone riparo alle storture della normativa vigente, che spesso avevano obbligato ad andare a giudizio (e subire assurde condanne) per essersi difesi dall’aggressione di ladri e rapinatori.

Basta ingiustizie

«Alle ingiustizie diciamo basta: la difesa è sempre legittima – commenta il senatore Cesare Pianasso – Proteggere la propria famiglia, la propria casa o il proprio negozio dai delinquenti non può mai essere reato. L’avevamo promesso in campagna elettorale e, come sempre, la Lega lo ha mantenuto. Continuiamo con la Rivoluzione del buonsenso, forti del consenso della gente, in continuo aumento, e ignorando la campagna mediatica che tanti giornali e tv stanno portando avanti contro il Governo Conte sin dal suo insediamento».

Decreto legge

Sono sei i punti cardine attorno ai quali ruota il decreto legge. «Innanzitutto, la novità è rappresentata dalla presunzione assoluta della proporzione tra offesa e difesa nei luoghi del domicilio e del posto di lavoro: abbiamo sempre sostenuto che fosse una follia condannare un negoziante o un padre di famiglia per aver difeso il negozio o i suoi cari, con ogni mezzo a disposizione, dall’aggressione di un delinquente – spiega il senatore Cesare Pianasso – Poi, la norma prevede accertamenti più rapidi, spese legali a carico dello Stato in caso di assoluzione e pene più alte per ladri e rapinatori. Inoltre, abbiamo messo lo stop alle richieste di rimborso in favore dei malviventi. Questi, infine, una volta condannati a periodi detentivi, non potranno usufruire dei domiciliari se prima non avranno risarcito le vittime delle loro rapine».