Cintano

Cittadinanza onoraria a Liliana Segre, via quella a Benito Mussolini

La prima cittadina: "Il no assoluto a qualunque forma di odio e di discriminazione razziale"

Cittadinanza onoraria a Liliana Segre, via quella a Benito Mussolini
Alto Canavese, 17 Ottobre 2020 ore 11:21
Cittadinanza onoraria a Liliana Segre, via quella a Benito Mussolini: la decisione del Comune di Cintano.

Cittadinanza onoraria

Verrà revocata la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e verrà conferita a Liliana Segre. Lo ha deciso l’amministrazione comunale di Cintano comune della Valle Sacra comunica. Il prossimo  31 ottobre alle  10.30 nel  salone pluriuso del Comune si terrà una seduta di Consiglio comunale in cui si procederà alla revoca della cittadinanza onoraria conferita l’11 maggio 1924 a Benito Mussolini ed al conferimento della cittadinanza onoraria alla Senatrice a Vita Liliana Segre e del signor Samuel Modiano.

Il commento della prima cittadina

Sulla decisione il primo cittadino di Cintano Daniela Contini specifica: «L’iniziativa viene assunta per ribadire in maniera determinata il no assoluto a qualunque forma di odio e di discriminazione razziale e per far sì che, da parte delle future generazioni, la shoah non venga mai dimenticata».

Il Consiglio comunale

Nel rispetto delle norme anti covid, fanno sapere dal comune, coloro che fossero impossibilitati a partecipare o che comunque non potrebbero, per questioni di numeri e spazi conseguenti ai noti problemi generati dal Covid-19, la seduta di Consiglio Comunale sarà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook e sul sito dell’Associazione La Memoria Viva (www.lamemoriaviva.it) e verrà registrata e trasmessa nei giorni successivi sul sito web del Comune di Cintano.

Liliana Segre

Nata in via San Vittore a Milano in una famiglia ebraica, visse col padre Alberto Segre e   i nonni paterni, Giuseppe Segre.  La madre, Lucia Foligno, morì quando  non aveva neanche compiuto un anno. Ha vissuto il dramma delle legge razziali fasciste del 1938: e venne espulsa dalla scuola che frequentava. Dopo l’intensificazione della persecuzione provò a fuggire in Svizzera, poi catturata a Varese. Dopo sei giorni in carcere fu trasferita a Como, poi a Milano. Il 30 gennaio 1944, all’età di 13 anni venne deportata e rinchiusa nel campo di concentramento di Auschwitz. Venne liberata il 1º maggio 1945 dal campo di Malchow.

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