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Consegnati 700 kit di semi agli studenti dell'Istituto Comprensivo di Caselle

L’ultima fase del progetto “Facciamo agricUltura!” a giugno

Consegnati 700 kit di semi agli studenti dell'Istituto Comprensivo di Caselle
Cronaca Torino, 15 Maggio 2021 ore 10:20

Consegnati 700 kit di semi agli studenti dell'Istituto Comprensivo di Caselle.

Consegnati 700 kit

A Caselle consegnati 700 kit di semi agli studenti dell'Istituto Comprensivo in occasione dell'iniziativa M'illumino di meno a...maggio. La cerimonia si è svolta lunedì scorso. L'iniziativa nazionale si è svolta lo scorso mese di marzo ma non è stato possibile celebrarla prima a causa dell'istituzione della “zona rossa”. A distribuire le buste sono stati i componenti della Commissione alle Pari Opportunità di Caselle. Dichiara l'assessore Angela Grimaldi: “L’idea di partenza è stata quella di investire sulla creazione di piccoli “giardini” coltivati a trifoglio nano. A circa 700 bambine e bambini della primaria abbiamo offerto un kit dall’intrigante nome: “Facciamo AgricUltura!”.

Il ciclo della vita

Il sacchetto contiene semi, terriccio e vasetto. Si dovrà provvedere alla semina delle proprie piantine a casa propria, seguendo la crescita giornaliera. Quotidianamente si colorerà una porzione del disegnino che accompagna il kit, formato da tanti tasselli quanti sono i giorni che porteranno i semi a diventare piantine. I piccoli agricoltori, potranno fare dei video, scattare fotografie alle loro piccole piante, e, con le maestre, realizzare ricerche e fare approfondimenti in classe.

Conclusione al 5 giugno

L’ultima fase del progetto “Facciamo agricUltura!” si realizzerà al 5 giugno, in concomitanza con la “Giornata Mondiale dell’Ambiente”. Afferma, in conclusione, Loredana Bagnato, presidentessa della commissione Pari Opportunità: “L’idea del logo “Facciamo agricUltura!” nasce dall’esigenza di unire l’agricoltura domestica e la conoscenza dinamica dell’ambiente intorno, per migliorarlo e prendendosene cura. Agli inizi di giugno le piantine saranno pronte per essere trapiantate. Vogliamo che a scegliere il luogo sia la scuola”.