Cronaca

Contributi intascati allevatore a processo

L’allevatore è indagato per aver ricevuto indebitamente erogazioni pubbliche per circa 30.000 euro

Contributi intascati allevatore a processo
Cronaca Rivarolo, 07 Maggio 2018 ore 10:26

Contributi intascati allevatore a processo dice di non sapere nulla.

Contributi intascati

Per i contributi intascati un allevatore del Canavese è a processo. Ma sostiene di non sapere nulla e di non essere stato lui a richiederli. Non sapeva dell’esistenza di altri conti correnti a suo nome e non ha firmato lui le richieste di fondi. Si è difeso così in aula presso il Tribunale di Ivrea.

L'allevatore indagato

L’allevatore è indagato per aver ricevuto indebitamente erogazioni pubbliche per circa 30.000 euro. L’udienza è cominciata con la testimonianza della consulente della difesa che ha svolto una perizia calligrafica sulle firme nelle domande di erogazione di fondi. Confrontata con un atto di comodato d’uso di terreni ad Oglianico, certamente dell’imputato, è risultato che le due firme sulle domande non sono autografe.

Le firme non corrispondono

A confermarlo ci sono difformità generali e di dettaglio, oltre ad una differente vergatura delle lettere, quindi a firmare quei documenti non sarebbe stato l'imputato. Lui stesso, che ha fornito la sua versione dei fatti subito dopo, ha confermato di non essere stato lui a firmare le due domande. Pur confermando di aver ricevuto i fondi per il mantenimento del suo allevamento di bovini. Il pubblico ministero ha contestato all’imputato anche due conti correnti presso una filiale bancaria di Rivarolo Canavese.

La versione dell'imputato

L'uomo però non li ricordava, mentre era certo di averne uno a suo nome, cointestato con la madre, presso una filiale di Rivarossa, su cui versava gli assegni provenienti dai clienti della sua azienda. L’imputato ha anche ricordato che a seguire le pratiche dell’allevamento solitamente era la Coldiretti di San Giusto. Ma ad occuparsi di quelle questioni erano i suoi genitori o il fratello maggiore. L’azienda, infatti, era intestata a lui, ma vi lavorava tutta la sua famiglia.

La testimonianza

Anche un geometra di San Giusto, che si occupava di queste pratiche per conto delle associazioni di allevamento e agricoltura, ha confermato di non aver mai conosciuto l'imputato. Ma di aver fatto, in passato, alcune pratiche per il padre o il fratello, come un contratto di affitto per un terreno a Locana. Le domande di erogazione contestate, però, sarebbero state fatte da un altro professionista e non da lui.