Lutto in città

Cordoglio a San Giorgio Canavese per la scomparsa di Caterina Laterza

I funerali della 71enne si sono svolti nella giornata di lunedì 20 luglio.

Cordoglio a San Giorgio Canavese per la scomparsa di Caterina Laterza
Alto Canavese, 25 Luglio 2020 ore 14:43

Cordoglio a San Giorgio Canavese per la scomparsa di Caterina Laterza. I funerali della 71enne si sono svolti nella giornata di lunedì 20 luglio.

Cordoglio a San Giorgio Canavese

Un paese intero s’è stretto con affetto intorno ai familiari di Caterina Laterza, richiamata a Casa dal Padre Celeste lo scorso sabato: un grande cordoglio che ha commosso tutta la cittadina. Dopo una malattia che arriva improvvisa e ti porta via come nuvole al vento in poco più d’un anno, con tutti i propri cari che si sono prodigati a starle accanto negli ultimi tempi, lunedì mattina, 20 luglio, è stata accompagnata negli ultimi passi terreni alla presenza dei sangiorgesi, di delegazioni dell’Arma, di sindaci, del Gruppo anziani “Battista Milano”, di amici e parenti. Erano presenti in tanti, in particolare le rappresentanze dell’Arma dei carabinieri, essendo il marito Antonio Ricco presidente dell’associazione Nazionale carabinieri in congedo di San Giorgio: il generale Adriano Casale, il colonnello Franco Garello, la delegazione della locale caserma con in testa il maresciallo Vincenzo Fragalà, il maresciallo Ignazio Mammino con una delegazione da Rivarolo; oltre alla presenza dell’Associazione Nazionale Carabinieri da Ivrea, Castellamonte e San Giorgio che hanno eseguito il picchetto d’onore coi labari alzati al cielo. Parole di grande conforto durante l’omelia sono state rivolte dal parroco don Luca Meinardi ai familiari tutti: al marito Antonio, ai figli Gianni e Mario, alle nuore Federica e Raffaella, agli amatissimi nipoti Francesco ed Edoardo, ai nipoti ed ai cugini, a tutti i parenti ed alle persone che le hanno voluto bene.

Una vita di impegno nel sociale

Nata a Pomarico (Matera) il 24 settembre 1948, con Antonio è nata una storia d’amore fin da ragazzi: che si conoscono, si vogliono bene, costruiscono un focolare insieme mattone dopo mattone. Sposa neppure ventenne, in oltre cinquant’anni assieme è stata moglie, madre e attiva lavoratrice per una vita: agli inizi parrucchiera, quindi in fabbrica fino alla meritata pensione raggiunta una decina d’anni fa. Il marito la descrive come persona dolce, dal buon carattere, sempre presente e discreta in ogni manifestazione che riguardasse l’Arma dei carabinieri. Era orgogliosa del marito, dell’impegno profuso prima nel dovere del suo pluriennale servizio per l’Arma, quindi nell’associazione. Lei che era anche impegnata come volontaria nel canton Ritania, in particolare nei giorni della tradizionale festa dedicata al patrono del quartiere, San Felice. In quei giorni, aiutava sempre il Comitato nell’organizzare i festeggiamenti, in particolare in cucina dove preparava una sua specialità: i peperoni della Rina. Alcuni anni fa era stata anche priora, portando avanti con impegno e presenza nei compiti d’una tradizione di festa e di Fede che si tramanda da molto tempo: dal servizio in chiesa alla presenza nella novena, alla processione domenicale per le vie del rione.

La malattia

Poi l’inizio della malattia, iniziata a maggio dello scorso anno durante la patronale di San Michele Arcangelo al paese d’origine. E le cure, la vicinanza dei suoi cari, fino agli occhi che s’addormentano pian piano nella sua casa d’una vita. Tante visite e messaggi sono pervenuti ad Antonio ed ai famigliari fin da subito, col ricordo d’una coppia che fin dal 1972 provenendo da Strambino s’è fatta conoscere e voler bene da un intero paese e non solo. Quel lunedì mattina un affetto solidale ad un momento difficile per la famiglia di Caterina s’è trasformato in un’unica lacrima d’affetto che ha commosso i famigliari presenti, facendo sentire una numerosa presenza che ha partecipato ad un dolore che improvvisamente è giunto dopo oltre un anno d’amorevoli cure.

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