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Coronavirus, controlli della Finanza nei supermercati: rincari del 200% | FOTO

l’esercente, in violazione a quanto prescritto dai Decreti emessi dal Governo per l’emergenza coronavirus, continuava a porre in vendita anche quelle tipologie di merce, non considerate di prima necessità, delle quali è attualmente preclusa la commercializzazione.

Coronavirus, controlli della Finanza nei supermercati: rincari del 200% | FOTO
Lanzo e valli, 25 Marzo 2020 ore 12:15

Coronavirus, controlli della Finanza nei supermercati contro speculazioni: in un negozio di Favria accertati rincari fino al 200% e violazioni al decreto ministeriale. Esercente denunciato.

Controlli della Finanza nei supermercati

Nell’ambito dei controlli attuati dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino per prevenire e reprimere manovre speculative poste in essere, in danno dei cittadini, da esercenti senza scrupoli che approfittano dell’emergenza “COVID 19” per realizzare indebiti profitti, ieri mattina è stato ispezionato un supermercato, con sede nel canavese, appartenente ad una nota catena commerciale.

Prezzi ingiustificatamente alti fra i prodotti “in offerta”

Nel corso del controllo i Finanzieri della Tenenza di Lanzo Torinese comandati dal luogotenente Michele Veneziano, hanno rilevato che in un negozio di Favria i generi alimentari di prima necessità ed altri prodotti venivano posti in vendita a prezzi ingiustificatamente più alti rispetto a quelli normalmente praticati.

L’ispezione compiuta dalle “Fiamme Gialle” ha consentito di accertare, in particolare, che quasi tutti i prodotti considerati “in offerta” dal circuito commerciale del quale fa parte il punto vendita avevano subìto un notevole quanto immotivato incremento del prezzo, anche fino ad oltre il 200% del costo previsto dal volantino delle offerte pubblicato dal marchio nazionale di riferimento.

Speculazioni su prodotti di prima necessità

Un chilo e mezzo di arance, che dovevano costare 1,30 euro, venivano vendute a euro 2.89, una bottiglia di olio di oliva da un litro, che in offerta doveva costare 3,59 euro, veniva posta in vendita al pubblico a 5,45 euro, una passata di pomodoro era lievitata da 0,95 a 1,66 euro, i limoni da 0,99 venivano venduti a 1,99, il prosciutto da 14,90 a 23,90, la baguette da 2,50 a 4,90 al Kg., il caffè da 3,70 a 5,29, la mortadella da 7,90 a 13,59 euro. La colomba pasquale non faceva eccezione: era lievitata da 3,98 a 6,90 euro. Più costoso anche il cibo per gatti, venduto a 5,19 anziché a 2,69 euro.

In negozio del “volantino offerte” in vigore non c’era nemmeno l’ombra, tanto che le “Fiamme Gialle” hanno dovuto reperirlo su internet.

Violazioni anche del decreto ministeriale

I Finanzieri della Tenenza di Lanzo Torinese hanno anche constatato che l’esercente, in violazione a quanto prescritto dai Decreti emessi dal Governo per l’emergenza coronavirus, continuava a porre in vendita anche quelle tipologie di merce, non considerate di prima necessità, delle quali è attualmente preclusa la commercializzazione.

Esercente denunciato

L’esercente è stato quindi deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ivrea per violazione all’art. 501 bis del codice penale, che punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 500 a 25.000 euro le manovre speculative sui generi alimentari di largo consumo.

Per aver posto in vendita i prodotti dei quali era vietata la vendita il commerciante è stato altresì denunciato alla Procura eporediese per violazione all’art. 650 del codice penale (inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità).

I Finanzieri, al fine di assicurare agli abitanti della zona l’indispensabile approvvigionamento dei prodotti di prima necessità, hanno richiesto al magistrato di turno, che ha autorizzato, di evitare il sequestro delle merci, che in tali casi la legge prevede quale provvedimento complementare obbligatorio.

Le attività delle pattuglie della Guardia di Finanza si inserisce nella costante azione di controllo del territorio, tesa a prevenire e reprimere manovre speculative, che nel particolare contesto appaiono particolarmente riprovevoli, a tutela di tutti i cittadini e degli esercenti rispettosi delle regole, che in questi giorni difficili interpretano il loro lavoro come servizio alla collettività.

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