Valperga

Emergenza Covid-19: medici di base sempre in prima linea

Negri: Siamo alle prese con quella che si può definire una “tempesta perfetta”, tra patologie extra Covid, positivi al virus, i vaccini che non arrivano.

Emergenza Covid-19: medici di base sempre in prima linea
Alto Canavese, 15 Novembre 2020 ore 15:27

Emergenza Covid-19. La «seconda fase» della battaglia intrapresa contro il Covid-19 vede nuovamente in prima linea i medici di base.

Medici di base sempre in prima linea

La «seconda fase» della battaglia intrapresa contro il Covid-19 vede nuovamente in prima linea i medici di base. Sono tra i componenti del personale sanitario (quotidianamente chiamati a lottare con un virus che in Italia ha fatto migliaia di vittime) di fatto in «prima linea», dovendo venire costantemente incontro alle richieste ed alle esigenze dei propri assistiti. Con uno di loro, il dottor Marino Negri, che conta centinaia di pazienti tra Valperga e Prascorsano, abbiamo cercato di fare il punto della situazione, a pochi giorni tra l’altro dalla decisione di dichiarare «zona rossa» il Piemonte e di conseguenza anche il Canavese.

Tanto lavoro in più da svolgere

Partiamo dalle «differenze» che esistono tra la prima ondata del Coronavirus e quello attuale. «Il numero dei casi è elevato rispetto allo scorso inverno-primavera perché oggi li stiamo “cercando”, nel senso che tramite i tamponi riusciamo a comprendere chi è colpito dal Covid e chi no. Molti sono asintomatici, anche se naturalmente i ricoverati sono evidentemente in aumento». Più positivi significa molto più lavoro. «E’ vero, perché dietro c’è un impegno costante e giornaliero riguardante le varie prassi che dobbiamo seguire. C’è la prenotazione dei tamponi, vedere qual è l’esito, restare a disposizione dei pazienti per ascoltare anche le loro richieste, esigenze, dubbi e necessità. Insomma, il carico complessivo è diventato maggiore, seppur va sottolineato che buona parte avviene “non in presenza”, ovvero attraverso gli strumenti che in qualche modo garantiscono la maggior sicurezza possibile, sia a noi che agli assistiti». Certamente oggi si agisce molto per mezzo della tecnologia. Però non tutto fila liscio: «Effettivamente abbiamo dovuto fare i conti con alcune situazioni in cui i mezzi a disposizione non si sono rilevati abbastanza efficaci. Si sta cercando di correggere queste cose, come ad esempio la qualità del portale utilizzato per la prenotazione dei tamponi».

Grande impegno da parte di tutti

Negri, medico esperto che non si tira mai indietro quando c’è da fare il «lavoro sul campo», ci tiene a sottolineare il grande impegno di tutti. «Si stanno facendo cose egregie, nonostante evidenti lacune e problematiche non legate alla nostra volontà. Ci tengo a sottolineare, per esempio, come sia stato compiuto qualcosa di eccezionale con l’hot spot di Castellamonte, che per un certo periodo è stato unico nel suo genere in tutta l’Italia. Per come è stato gestito va fatto solo un plauso. Come mi preme rimarcare l’opera di tanti miei colleghi e colleghe che lavorano giorno e notte, senza pensare alle ore in più che concedono a questo mestiere, bensì unicamente per il bene altrui».Analizzando il momento non ci si può però esimere da muovere qualche critica: «Senza dubbio due aspetti andavano gestiti diversamente. In primis, per riuscire a stare dietro a tutto il lavoro che richiede questo periodo Covid serviva un numero di persone maggiore e penso che questo sia assodato. Altra cosa, si è parlato parecchio dei vaccini influenzali, con tanto di invito a vaccinare più persone possibile, mentre invece ci troviamo senza il materiale necessario. Non so di chi sia la colpa, ma qualcosa non ha funzionato a dovere».

Paura no, rispetto sì

Infine, un invito che il dottor Negri lancia dalle colonne de «Il Canavese». «Siamo alle prese con quella che si può definire una “tempesta perfetta”, tra patologie extra Covid, l’alto numero di positivi al virus, i vaccini che non arrivano e la piattaforma di gestione con qualche lacuna. Tutte situazioni che hanno finito per aumentare le problematiche per il personale medico. E’ un momento difficile, però va affrontato come sempre. Ovvero senza paura, ma con massimo rispetto. Non dobbiamo arretrare adesso: non possiamo escludere che nei mesi prossimi si debba fare ancora i conti con questo Covid-19, perciò dobbiamo sostenere il ruolo dei medici con un’informazione precisa e corretta, la quale permetta di essere prudenti, senza eccedere in nessuna direzione».

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