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scoppia il caso

Dopo Report bufera sul responsabile emergenza Covid per la Regione Piemonte

Nursind Piemonte chiede le dimissioni immediate di Zulian: "Affermazioni gravi e offensive".

Dopo Report bufera sul responsabile emergenza Covid per la Regione Piemonte
Cronaca Torino, 24 Novembre 2020 ore 14:34

Scoppiettante puntata di Report in onda su Rai 3 nella serata di ieri, lunedì 23 novembre 2020. Ampio spazio ad un’inchiesta relativa alla gestione dell’emergenza Covid da parte della sanità piemontese. E questa mattina, la reazione del sindacato degli infermieri non s’è fatta attendere.

Report all’ospedale Mauriziano di Torino

“Siamo allo stremo, la rianimazione è allo sbando.” E ancora: “Per un periodo abbiamo dovuto tenere pazienti negativi con pazienti positivi.

Inizia con queste testimonianza del personale sanitario del Mauriziano di Torino l’inchiesta del noto programma. Qui la dirigenza sanitaria ha trasformato la palestra riabilitativa in reparto Covid. Il problema è che il locale è inutilizzato in quanto mancano risorse infermieristiche. Senza personale sanitario i reparti allestiti non possono essere attivati. Perciò si crea il paradosso, racconta la giornalista di Report:

“Da un parte i posti letto vuoti, dall’altra il pronto soccorso pieno e i pazienti nei corridoi.”

I bandi per gli infermieri

Non sono stati fatti i bandi per assumere nuovi infermieri, li stanno facendo adesso in emergenza”.

Così Francesco Coppolella, segretario Nursind Piemonte, ai microfoni del programma. Sono state raccolte inoltre diverse testimonianze di infermieri che si sono contagiati e che – mentre aspettano il risultato del tampone (che può implicare anche una decina di giorni di attesa) – devono continuare a lavorare, rischiando così di infettare i pazienti. E poi c’è la zona grigia, ovvero il luogo dove i pazienti aspettano tutti insieme il referto del tampone, rischiando quindi di contagiarsi nel caso fra loro ci fosse un positivo. Come testimoniano le immagini di Report non sempre è garantita una distanza sufficiente per scongiurare possibili contagi.

I bandi per gli infermieri

Non sono stati fatti i bandi per assumere nuovi infermieri, li stanno facendo adesso in emergenza”.

Così Francesco Coppolella, segretario Nursind Piemonte, ai microfoni del programma. Sono state raccolte inoltre diverse testimonianze di infermieri che si sono contagiati e che – mentre aspettano il risultato del tampone (che può implicare anche una decina di giorni di attesa) – devono continuare a lavorare, rischiando così di infettare i pazienti. E poi c’è la zona grigia, ovvero il luogo dove i pazienti aspettano tutti insieme il referto del tampone, rischiando quindi di contagiarsi nel caso fra loro ci fosse un positivo. Come testimoniano le immagini di Report non sempre è garantita una distanza sufficiente per scongiurare possibili contagi.

Il rischio per gli altri pazienti

A chiudere l’affresco anche la testimonianza di due medici, che pongono l’accento su un’altra questione cruciale: i malati oncologici. 

“Per loro c’è il problema di non poter più garantire il percorso, si rischia che diventino non più operabili. Alcuni devono aspettare anche 3 mesi per essere operati.”

“Che giustificazione dà la Regione?”, chiede la giornalista. “Nessuna”, rispondono i medici.

Le risposte di Zulian

A rispondere alle tante domande del programma è Gianfranco Zulian, medico e manager, investito dalla Giunta Cirio come responsabile emergenza Covid per Regione Piemonte.

Sui bandi per arruolare nuovo personale infermieristico Zulian spiega che sono stati indetti da settembre: precisamente uno a settembre, uno a ottobre e tre a novembre.

Incalzato dall’inviata di Report sulla questione dei nuovi posti letto creati ma non attivati replica:

“Quei posti si attiverebbero nell’evenienza di ulteriori aggravamenti e peggiormenti. Non è un problema legato alla mancanza di personale.

La giornalista chiede quindi se sia normale avere letti vuoti e pazienti a terra nel pronto soccorso. Zulian spiega che la procedura fa parte del triage. Per custodire adeguatamente e in sicurezza il paziente in alcune aree può essere meglio che non stia su un letto, rischiando di cadere.

Quanto invece all’accusa del personale sanitario, supportata dai dati dei contagi fra le fila di infermieri e medici, Zulian sostiene che non sia possibile stabilire con certezza in quale luogo una persona si infetti.

Infermieri piemontesi chiedono dimissioni di Zulian

In seguito alla messa in onda del servizio di Report questa mattina è arrivato anche un duro commento di NurSind Piemonte:

“Riteniamo gravi ed offensive tali affermazioni che non hanno bisogno di ulteriori commenti se non una richiesta di dimissioni immediate. Durante la nota e seguitissima trasmissione di inchiesta di Rai 3, REPORT, il responsabile del settore emergenza COVID 19 del Piemonte, dottor Zulian, alla richiesta di chiarimenti in merito ad un numero cosi elevato di personale sanitario contagiato negli ospedali Piemontesi, ha fatto chiaramente intendere che queste non sono avvenute in ambito professionale. Secondo l’illustre dottore potremmo aver contratto il virus al mercato.”

E ancora:

Rabbrividiamo inoltre nel sentire dallo stesso Zulian che i pazienti per terra a Rivoli fanno parte del PEIMAF. Non stiamo parlando infatti di un evento improvviso, ma di una pandemia arrivata a marzo e che avrebbe dovuto far mettere in atto azioni preventive.”

La rabbia non si placa:

Il servizio di REPORT ha messo chiaramente in evidenza l’incapacità di una regione che si permette pure di non riconoscere le proprie inadempienze offendendo il personaleZero concorsi fatti da maggio a ottobre. Aree grigie comuni dove pazienti in attesa di tampone restano tutti assieme aumentando la diffusione del contagio. Addirittura pazienti negativi con pazienti positivi in alcuni presidi. DPI inadeguati al personale. Sorveglianza sanitaria sul personale sanitario assente come ad esempio il personale del 118 e del pronto soccorso delle Molinette, solo per citarne alcuni. Forse sarà per questo che ci siamo contagiati così in tanti.

Il comunicato si conclude con una richiesta di chiarimento:

Incredulità sentire altresì il dott. Zulian dichiarare che i letti nelle palestre, nelle chiese, così come nelle tende militari non sono stati attivati non perché manchi personale, ma perché non necessari. Stiamo evidentemente vedendo tutti un film diverso, Ci spieghi allora come mai si è dovuti ricorrere al privato. E’ bene sapere. E’ bene sapere se quanto dichiarato dal dott. Zulian corrisponde al pensiero della giunta regionale alla quale chiediamo un tempestivo chiarimento.

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