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Due condanne per il tentato rapimento di una bimba

SAN CARLO CANAVESE - Si è concluso con una condanna a 2  anno e 6 mesi di reclusione il processo che vedeva coinvolte due famiglie rom rivali. Vasic Ljubisa e Stojanovic Mira sono stati dichiarati colpevoli di un tentato rapimento.

Due condanne per il tentato rapimento di una bimba
Cronaca 06 Ottobre 2017 ore 10:19

SAN CARLO CANAVESE – Si è concluso con una condanna a 2  anno e 6 mesi di reclusione il processo che vedeva coinvolte due famiglie rom rivali. Vasic Ljubisa e Stojanovic Mira sono stati dichiarati colpevoli di un tentato rapimento.

SAN CARLO CANAVESE – Si è concluso con una condanna a 2  anno e 6 mesi di reclusione il processo che vedeva coinvolte due famiglie rom rivali. Vasic Ljubisa e Stojanovic Mira sono stati dichiarati colpevoli di un tentato rapimento. Il fatto risale al 24 ottobre 2014, quando la famiglia di Vasic decise di vendicarsi per una presunta rapina subita il giorno precedente (risultata infondata secondo il  pubblico ministero). I due coniugi, assieme ai loro figli si recarono così nei pressi dell’abitazione di un’altra famiglia rom, residente anch’essa a San Carlo Canavese. La figlia più piccola fu avvicinata alla macchina dei sequestratori, che tentarono di caricarla a bordo, ma dovettero desistere per le urla della bambina. I genitori della vittima bloccarono subito il tentativo di rapimento, riconoscendo la famiglia e sporgendo denuncia. Sono state le testimoniante raccolte dal pubblico ministero a confermare la storia: nessuna versione è stata modificata durante le udienze, cosa avvenuta invece da parte della difesa, i cui imputati hanno più volte cambiato parti del racconto. Fondamentale infine anche l’analisi delle celle telefoniche usate per le chiamate ai carabinieri, che appoggiano in toto la versione dell’accusa. Dal processo è inoltre emerso che le due famiglie si conoscevano già. Il collegio del tribunale di Ivrea, composto  da Morello Ludovico, Vanini Ombretta e Stoppini Elena, ha accolto in pieno la richiesta dell’accusa. I condannati dovranno anche risarcire per cinquemila euro la famiglia della vittima: tremila euro saranno destinati alla ragazza.

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