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Due condanne per la morte del piccolo Matteo

CASELLE TORINESE - Il piccolo Matteo Stornelli morì a soli  4 mesi vittima di un incidente stradale: tecnico del comune di Caselle e automobilista di Strambino condannati nel processo di primo grado che si è celebrato a Torino per la morte del piccolo

Due condanne per la morte del piccolo Matteo
Cronaca 31 Luglio 2017 ore 11:23

CASELLE TORINESE – Il piccolo Matteo Stornelli morì a soli  4 mesi vittima di un incidente stradale: tecnico del comune di Caselle e automobilista di Strambino condannati nel processo di primo grado che si è celebrato a Torino per la morte del piccolo

CASELLE TORINESE – Il piccolo Matteo Stornelli morì a soli  4 mesi vittima di un incidente stradale: tecnico del comune di Caselle e automobilista di Strambino condannati nel processo di primo grado che si è celebrato a Torino per la morte del piccolo. L’episodio la sera dell’8 novembre 2013 a Caselle, a causa di un incidente stradale sul raccordo tra l’aeroporto Sandro Pertini e la superstrada per Torino, di proprietà del comune casellese.  L’automobilista coinvolto nello schianto, A. F., 47 anni, è stato condannato a due anni e due mesi di reclusione; M.C. dell’ufficio tecnico del Comune di Caselle a un anno e sei mesi con la sospensione condizionale della pena. Il piccolo  era seduto sul sedile posteriore dell’auto, una Volkswagen Polo, nel seggiolino e rivolto verso la parte posteriore, come previsto dalle norme. La famiglia Stornelli stava tornando nell’abitazione di San Maurizio dopo la serata trascorsa dai nonni a Torino.  Davanti all’aeroporto  la Polo   andò a schiantarsi contro un new-jersey in cemento finito in mezzo alla carreggiata perché urtato da un furgone che viaggiava nel senso opposto, al volante lo strambinese. Immediati i soccorsi:   il piccolo Matteo lottò tra la vita e la morte al Regina Margherita per cinque giorni. Per la Procura il furgone viaggiava oltre i 50 chilometri orari quando andò a picchiare contro il blocco di cemento spostandolo nell’altra carreggiata. Inoltre il  blocco non era integro o ben ancorato al suolo e per questo motivo finì nella corsia opposta. Per questo  è arrivata la condanna del tecnico casellese.
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