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“E se fosse l’attesa dell’attentato l’attentato stesso?”

È l'inquietante quesito posto da CasaPound con una serie di striscioni affissi nella notte in oltre cento città italiane tra cui Torino e Ivrea.

“E se fosse l’attesa dell’attentato l’attentato stesso?”
Cronaca 02 Settembre 2017 ore 15:21

È l’inquietante quesito posto da CasaPound con una serie di striscioni affissi nella notte in oltre cento città italiane tra cui Torino e Ivrea.

“E se fosse l’attesa dell’attentato l’attentato stesso?”. È l’inquietante quesito posto da CasaPound con una serie di striscioni affissi nella notte in oltre cento città italiane tra cui Torino e Ivrea. “L’industria del terrore oramai amministra le nostre vite, indirizza le scelte dei nostri governi, decide perfino dove dobbiamo andare in vacanza – spiega Cpi in una nota- Nonostante sia stata finora risparmiata sul suo territorio dalla furia assassina dell’odio jihadista, anche l’Italia ha chinato il capo al volere del califfo e, invece di chiudere le frontiere, ha intasato le strade delle nostre città di fioriere e barriere in cemento. Con la paura, con l’attesa dell’ignoto, con la minaccia sparata nel mucchio, ci vogliono ridurre a un popolo imbelle e spaventato, incapace di decidere e di reagire. Decidiamo per noi stessi, ribelliamoci ai diktat di chicchessia e facciamo dell’Italia quello che vogliamo e non quello che vogliono altri che sia, questa è l’unica libertà di fronte alla paura e quanto dobbiamo alle tante, troppe vittime del terrorismo, anche italiane, nel resto del mondo. Serve una scelta di coraggio, serve Casapound Italia”.
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