Soldi bruciati

Gioco d'azzardo chi spende di più in Canavese

Leini detiene il primato per la quantità complessiva di denaro giocato in un anno (26.278.259,99 euro, di cui vinti 20.668.281,45) seguito da Rivarolo, Castellamonte e poi Cuorgné.

Gioco d'azzardo chi spende di più in Canavese
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Gioco d'azzardo chi spende di più in Canavese ecco i Comuni in cui si bruciano più soldi nelle macchinette, schedine  o  lotterie istantanee

Gioco d'azzardo

In Piemonte e in Canavese si torna a parlare di gioco d’azzardo, tema controverso e attorno a cui si accumulano questioni irrisolte. L’occasione è la recente bocciatura, in sede di Consiglio regionale, della proposta di legge di iniziativa popolare sul contrasto e la prevenzione, appunto, del gioco d’azzardo patologico, con il “no” deciso di tutta la maggioranza di centrodestra (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia). La mobilitazione, che aveva raccolto 12 mila firme ed era promossa da Libera Piemonte, Acli, Arci, Gruppo Abele, sindacati, associazioni e realtà del Terzo settore come l’Ordine Assistenti Sociali del Piemonte, si poneva come obiettivo il recupero di alcuni elementi ritenuti importanti nella regolamentazione del gioco d’azzardo approvata nel 2016, e abbandonati con le nuove norme introdotte dalla Giunta Cirio nel 2021.

La classifica

In Canavese, i numeri relativi al gioco d’azzardo sono ancora piuttosto significativi. Tra i centri più popolosi, Leini detiene il primato per la quantità complessiva di denaro giocato in un anno (26.278.259,99 euro, di cui vinti 20.668.281,45), seguito da Rivarolo (22.348.905,08 euro, vinti 17.540.849,15), Castellamonte (10.656.584,35 euro, vinti 9.856.907,47) Cuorgné (9.942.989,31 euro, vinti 7.684.513,11) e infine Volpiano (9.653.646,44 euro, vinti 7.100.584,52). Nel conteggio sono sommati tutti gli ambiti di scommessa (slot machine, gratta e vinci, lotto, superenalotto e altri), e i valori sono certamente influenzati da fattori come il numero di punti gioco presenti sul territorio. Inoltre, come si può facilmente vedere, la differenza tra soldi giocati e vinti va da circa un milione fino a quasi 6 milioni: denaro che, grazie a un livello di tassazione molto elevato, per più della metà finisce direttamente nelle casse dello Stato.

Gioco d'azzardo

La politica

A sostenere l’iniziativa, a livello politico, la minoranza regionale di centrosinistra e il Movimento 5 Stelle Piemonte, che hanno prontamente espresso tutto il proprio dissenso per la mancata approvazione della proposta, accusando la maggioranza di voler conservare una «legge liberista, scritta sotto dettatura delle lobby del gioco» (Gruppo Liberi e Uguali) e di aver creato più occupazione «solo per gli assistenti sociali e per i centri di sostegno alle vittime di ludopatia e azzardopatia» (M5S).
Sul tema è intervenuto anche il canavesano Alberto Avetta, consigliere regionale in quota Pd: «La destra che governa in Regione ha dedicato 2 minuti di Consiglio regionale per liquidare una proposta di legge sottoscritta da 12 mila piemontesi. E’ un modo irresponsabile di affrontare temi complessi come il gioco d’azzardo patologico. Il gioco patologico e’ una vera e propria malattia che coinvolge tantissime famiglie. Con la nuova legge voluta da Cirio i volumi di gioco e le relative patologie sono di nuovo in aumento. E i costi sociali e sanitari li pagano tutti i piemontesi». A difendere la nuova regolamentazione ci pensa Massimiliano Pucci, presidente di As.Tro, l’associazione degli operatori del gioco lecito che aderisce a Confindustria - Sit, secondo il quale la legge del 2021 avrebbe posto rimedio a una stretta sulle autorizzazioni che ha portato alla perdita di 2000 posti di lavoro e «alla “morte” per consunzione delle imprese che operano nel settore». Pucci nega inoltre che essa abbia annullato il distanziometro stabilito nel 2016, parlando invece di una riduzione della «distanza minima dai luoghi sensibili da 500 a 400 metri (per i comuni con popolazione superiore a 5mila abitanti)».

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