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Il don: Non esistono bisognosi di serie A o B

L'intervento del sacerdote Luca Pastore alla serata sui migranti sta facendo discutere

Il don: Non esistono bisognosi di serie A o B
Cronaca 22 Ottobre 2017 ore 12:13

L’intervento del sacerdote Luca Pastore alla serata sui migranti sta facendo discutere

Una sala conferenze della Casa della Musica gremita ha fatto da cornice, giovedì scorso 12 ottobre, al convegno sull’emergenza immigrazione dalla Sezione di Castellamonte della Lega Nord. L’incontro ha offerto al numeroso pubblico un’analisi sul fenomeno migratorio fuori dai soliti luoghi comuni, nel tentativo di comprendere lo stesso partendo dai fatti: la situazione dei paesi di emigrazione e i risvolti dello stesso su quei luoghi, la gestione del fenomeno, gli effetti socio-economici sui nostri territori. Alla serata hanno partecipato Cesare Pianasso, segretario provinciale del Canavese per il Carroccio, il consigliere metropolitano, Mauro Fava, e don Luca Pastore, parroco di Ingria e Spineto. Dal tavolo dei relatori, la scrittrice Flavia Trucano ha ripercorso la storia degli emigranti piemontesi all’estero, mentre la professoressa Anna Bono, docente di Storia e istituzioni dell’Africa all’Università di Torino, e autrice di libri e pubblicazioni ha sottolineato, pallottoliere alla mano, alcune anomalie del fenomeno migratorio che sta investendo il Bel Paese

L’intervista

Dare voce a chi non ha voce e costruire il futuro tutti insieme, tendendo la mano in aiuto dei poveri e dei bisognosi. Sono le parole pronunciate da don Luca Pastore (in foto), parroco di Spineto e Ingria, che è intervenuto giovedì scorso, 12 ottobre, alla Casa della Musica di Castellamonte alla serata «Migrare, ieri e oggi e domani?». «Con il mio intervento ho voluto sottolineare come la Chiesa in questi anni sia stata a disposizione e a difesa di tutte le persone che hanno bisogno o che si trovano in uno stato di difficoltà, senza distinzioni di colore della pelle e di religione. Perché siamo operatori di pace e davanti a Dio siamo tutti uguali. Non c’è una graduatoria di bisognosi, né una distinzione tra uomini da aiutare. Non c’è solidarietà di serie A e di serie B.

L’intervista compleat sul numero de Il Canavese del 18 ottobre.

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