Cronaca
Rivarolo

Imu non pagata per 385.000 scoperta dagli 007 del Fisco

Il contribuente pagherà il suo debito in 72 (comode) rate

Imu non pagata per 385.000 scoperta dagli 007 del Fisco
Cronaca Rivarolo, 12 Giugno 2022 ore 09:19

Imu non pagata per 385.000 è la clamorosa scoperta dagli 007 del Fisco del Comune di Rivarolo.

Imu non pagata per 385.000

Continua a dare i suoi frutti la lotta all’evasione del Comune di Rivarolo. La Giunta Rostagno dall’inizio del suo secondo mandato è stata chiara su un punto: far riemerge di tasse e multe non pagate per mettere fine a quella montagna di denaro dovuta al Comune e – fino ad oggi – non pagata. Giusto per capire la dimensione del fenomeno a Rivarolo, dal 1 gennaio 2020 all’inizio del primo semestre di quest’anno (dati in attesa di un “aggiornamento”) sono 690 le pratiche sotto la lente dell’ufficio tributi del Comune di Rivarolo e che sono finite anche nelle mani degli “007” dell’ente terzo, ovvero l’agenzia a cui si è affidata il sindaco Alberto Rostagno per far riemergere qualcosa come 1.287.135 euro di balzelli vari. A tanto ammonta la somma delle 690 istruttorie aperte. Entrando ancora più nel dettaglio, 166 sono i “fascicoli” per ingiunzioni entrate tributarie; 30 quelle patrimoniali e 494 gli avvisi di accertamento esecutivi di entrate tributarie quali Imu, Tari e Tasi. E proprio in merito alla tassazione locale è degli scorsi giorni la notizia, messa nera su bianco attraverso una delibera, con la quale una società che opera in Rivarolo (se sia anche “residente” a Rivarolo non è dato a sapersi: il documento è infarcito di omissis in nome della privacy) che è arrivata a “miti consigli” con l’ufficio tributi di Palazzo Lomellini e ha trovato un accordo per pagare il debito contratto con la pubblica amministrazione di 385.038,64 euro.

Dal 2014 ad oggi

Ingiunzione fiscale, la seconda del 2022 del Comune, relativa agli accertamenti Imu dal 2014 al 2017 e dall’accertamento esecutivi, sempre relativa all’imposizione fiscale sugli immobili, dal 2018 al 2020. Debito che verrà estinto in 72 rate mensili comprensive di interessi e oneri di riscossione con decorrenza già dalla prossima settima: il 15 giugno 2022. Con un avvertenza: in caso di mancato pagamento di due rate nell’arco di sei mesi decade il beneficio della rateizzazione. Diluizione, tra l’altro, concessa senza che il contribuente in questione presentasse una garanzia (di una banca) a copertura dell’accordo sottoscritto perché la Giunta ha ritenuto sufficienti le giustificazioni presentate dalla società con le quali ha spiegato l’impossibilità ad ottenere dagli istituti di credito su piazza una fideiussione. Cavallo di battaglia, questo, del consigliere Fabrizio Bertot che in un recente consiglio comunale aveva additato la maggioranza Rostagno di non fidarsi dei propri cittadini richiedendo un atto a garanzia del debito contratto da restituire e di dare, comunque, la possibilità di poter accedere alla rateizzazione, ma senza il «timbro» di una banca. E così è stato.

Battaglia all'evasione

Battaglia all’evasione, questa che il Comune sta conducendo, che lo stesso assessore al bilancio, Francesco Diemoz, che segue da vicino questo tipo di vicende, spiegava così. «Siamo arrivati a questo punto - dichiarava il titolare della delega alle finanze - perché nel nostro bilancio alla voce crediti non esigibili siamo a quota 500mila euro, un’asticella troppo alta». Il tutto, poi, se si rapporta al fatto che il documento economico di una città come Rivarolo si chiude intorno ai 22-24 milioni di euro. In particolare le tasse più evase, o meno pagate, a seconda della prospettiva da cui si vuole vedere il problema, sono l’Imu e Tari dove si contano in alcuni esercizi economici degli anni precedenti punte anche del 40%, con un minimo del 20%. Per non parlare poi delle multe elevate dai Vigili urbani, appallottolate e gettate nel cestino.

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