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Infermieri volontari per combattere il Covid, al Nursind questa soluzione non piace

"L’Assessore Icardi invece di ricercare volontari si attivi per autorizzare le assunzioni dalle graduatorie subito".

Infermieri volontari per combattere il Covid, al Nursind questa soluzione non piace
Cronaca Torino, 04 Marzo 2021 ore 14:27

Infermieri volontari per combattere il Covid, al Nursind questa soluzione non piace: "Ci sono ancora qualche migliaio di infermieri che aspettano di essere chiamati dalle graduatorie relative al bando di 36 mesi".

Infermieri volontari per combattere il Covid

Il sindacato delle professioni infermieristiche aveva denunciato qualche giorno fa la grande carenza di personale che si sta affrontando: infermieri coinvolti in prima linea nei reparti ospedalieri, negli hotspot tamponi e nelle sedi vaccinali. Un'enorme mole di lavoro per la quale le risorse umane non bastano. Ora però Francesco Coppolella, Segreteria Regionale NurSnd Piemonte, chiede garanzie all'assessore regionale alla sanità Icardi, rifiutando l'impiego di personale volontario.

L’Assessore Icardi faccia chiarezza sul personale infermieristico.
Senza risposte pronti all’ennesima protesta.
Assumete tutto il personale necessario, è questa l’indicazione che pare giungere alle Aziende da parte del DIRMEI. Con quali soldi sembra essere la preoccupazione delle Aziende, che da parte loro restano ferme senza rassicurazioni e autorizzazioni.
La Regione faccia chiarezza perché il risultato è sconfortante e cioè quello di un corto circuito che blocca la situazione mentre c’è necessità e urgenza di correre oltre a quella di coprire i turni di lavoro.
Ci sono ancora qualche migliaio di infermieri che aspettano di essere chiamati dalle graduatorie relative al bando di 36 mesi.

La domanda è semplice, cosa ne facciamo con gli infermieri presenti nelle graduatorie?
L’ Assessore invece di ricercare volontari si attivi per autorizzare queste assunzioni subito e si attivi inoltre per autorizzare i fondi della legge di bilancio per le prestazioni aggiuntive come hanno già fatto alcune altre regioni.

Non ci sono per niente buoni segnali dagli ospedali da parte di chi si è dovuto far carico di prima e seconda ondata, sia da parte di chi è coinvolto direttamente in prima linea e sia da parte di chi gestisce.
Certamente non è rassicurante sentire che dobbiamo affidarci al volontariato.
Ci aspettiamo risposte chiare e tempestive senza le quali diventerà difficile restare in silenzio.