Castellamonte

Italiani i nuovi poveri e sono in aumento

Da gennaio a novembre di quest’anno abbiamo consegnato 1065 borse di alimenti.

Italiani i nuovi poveri e sono in aumento
Cronaca 29 Novembre 2020 ore 12:45

Italiani i nuovi poveri i dati dei Gruppi di Volontariato Vincenziano del Canavese lo confermano

Italiani i nuovi poveri

Numeri sempre crescenti di persone che si rivolgono alle associazioni di volontariato in cerca di un aiuto raccontano di una situazione sociale delicata anche in Canavese. A Castellamonte, l’impegno del gruppo di Volontariato Vincenziano della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo non ha conosciuto battute d’arresto. A parte la consegna degli indumenti, tutte le altre iniziative solidali sono proseguite. Il sodalizio guidato dalla presidente Mariolina Zenzalari, conta su 21 iscritti, con una decina di volontari operativi anche in questo complicato momento di emergenza epidemiologica, e 2 preziosi collaboratori.

«Dalla scorsa primavera, durante il primo lockdown, è aumentato il numero di persone e famiglie che si sono rivolte a noi per la prima volta – spiegano dal gruppo vincenziano di Castellamonte – Abbiamo in carico continuativo 65 nuclei familiari. Quindici di questi sono stranieri, gli altri 50 italiani. Le famiglie sono 44, i “single” 21. Complessivamente, aiutiamo con le borse mensili, preparate con i beni di prima necessità del Banco Alimentare e alcuni nostri acquisti, 166 persone».

Desiderio di aiutare

Le volontarie sperano che l’amore per il prossimo, il desiderio di aiutare, la solidarietà verso gli altri, in questo particolare momento, contagino la gente più del COVID 19, C’è molto da fare, infatti: «In questa situazione è più complicato continuare con quella che è un po’ la nostra specifica caratteristica, il nostro fiore all’occhiello: le visite domiciliari per dare supporto e consegnare la spesa solidale. Per questo sono fondamentali le collaborazioni con il Ciss 38, la parrocchia e don Angelo Bianchi e la Croce Rossa di Castellamonte.

1065 borse di cibo

Da gennaio a novembre di quest’anno abbiamo consegnato 1065 borse di alimenti. Operiamo con discrezione, senza giudicare o fare distinzioni di sorta. Ci impegniamo al massimo per avere “un cuore che vede”, perché spesso chi ha bisogno veramente è “invisibile” agli occhi. Per pudore o vergogna, molte persone in difficoltà scelgono di non chiedere aiuto. Cerchiamo di fare il possibile. Ad inizio anno scolastico abbiamo dato una mano ad alcune famiglie con i “corredi scolastici” e se riusciamo facciamo il cosiddetto sostegno all’abitazione nel pagamento delle bollette più pesanti. Non è semplice. Nel 2020 le nostre attività di questua, a causa del Coronavirus, sono state sostanzialmente azzerate. Contiamo in pratica soprattutto sulle offerte dei nostri benefattori. Per continuare ad aiutare confidiamo nella generosità dei canavesani».

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