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Maltrattamenti ai bambini maestre indagate

Le indagini hanno portato alla luce aggressioni verbali e anche schiaffoni a bimbi tra età comprese dai 3 ai 5 anni.  

Maltrattamenti ai bambini maestre indagate
Cronaca Torino, 10 Gennaio 2021 ore 08:46

Maltrattamenti ai bambini da parte di due insegnanti nei confronti degli alunni di una materna: 2 i piccoli oggetto di violenza dalle due donne indagate dopo le indagini dei carabinieri.

Maltrattamenti ai bambini

E’ arrivata direttamente da carabinieri la notifica di avviso di conclusione delle indagini preliminari, con contestuale informazione di garanzia, emesso dalla Procura della Repubblica di Torino, all’indirizzo delle due maestre di una scuola materna di Rivoli, indagate per maltrattamenti verso i fanciulli. I fatti risalgono al mese di marzo del 2019, quando ai militari dell’Arma della Stazione di Rivoli erano giunte alcune segnalazioni da parte di genitori dei piccoli alunni, preoccupati per presunti maltrattamenti posti in essere in danno dei loro figli dalle 2 insegnanti.

Le indagini

Le immediate indagini dei Carabinieri hanno consentito di documentare alcuni episodi nei quali le due indagate hanno aggredito verbalmente, strattonato e in un caso anche schiaffeggiato dei bambini a loro affidati, aventi tutti età compresa tra i 3 e i 5 anni.  Gli abusi, spesso, danneggiano lo sviluppo psicofisico del bambino in modo grave, tanto da impedirgli una sana e serena crescita. Gli abusi fisici sono atti violenti che causano danni fisici, non accidentali né determinati da patologie organiche. Ma esistono anche, e soprattutto, gli abusi psicologici, invece, consistono in frasi e comportamenti che negano al minore un ambiente appropriato e di supporto per il suo sviluppo.

I “segnali”

Ma come si può intuire se il proprio figlio è vittima di violenza, in questo caso fisica? I segni fisici e comportamentali del maltrattamento fisico sono in genere costituiti da: lividi, contusioni e ogni altro segno sulla pelle; denutrizione; chiazze di calvizie; ospedalizzazioni e ricoveri frequenti e/o oscuri; reattività esagerata; scoppi improvvisi d’ira; paura negli ambienti esterni; arroganza nel contesto d’origine; instabilità reattiva; rifiuto del contatto fisico; ricerca di attenzioni, favori, cibo, oggetti; attenzione “gelata” con uno sguardo attento e allarmato; emozioni congelate e percezione falsamente forte di sé.

 

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