valperga

Minaccia moglie e figli con un coltello violando anche il divieto di avvicinamento

E' stato il figlio maggiore della coppia ad avvisare i carabinieri.

Minaccia moglie e figli con un coltello violando anche il divieto di avvicinamento
Alto Canavese, 29 Luglio 2020 ore 12:22

Minaccia moglie e figli con un coltello violando anche il divieto di avvicinamento, arrestato 33enne rumeno residente a Valperga.

Minaccia moglie e figli con un coltello

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ivrea hanno tratto in arresto, in flagranza di reato,un 33enne rumeno, U.C., disoccupato, pregiudicato, residente a Valperga, resosi responsabile, la scorsa notte, di violenza ed atti persecutori nei confronti della moglie (da cui è in procinto di separarsi) dopo aver violato il divieto di avvicinamento alla consorte ed ai tre figli imposto dall’Autorità Giudiziaria eporediese a seguito del recente arresto, per l’ennesimo episodio di violenza, avvenuto solo nel giugno scorso.

Ennesimo episodio

L’altra notte l’ultima aggressione. L’uomo, incurante delle prescrizioni imposte, si è presentato infatti a casa della moglie con alimenti e bevande alcoliche, già in evidente stato di ebbrezza. Dopo essersi recato in cucina ed aver consumato del vino ha afferrato un coltello dal cassetto, mostrandolo alla donna e dicendo che avrebbe ucciso tutti se fosse arrivato qualcuno a casa. I figli minori, presenti e impauriti, si si sono nascosti immediatamente nelle loro stanze. Il più grande di loro, percependo il pericolo, ha avuto la prontezza di contattare di nascosto i militari dell’Arma che sono accorsi tempestivamente presso l’abitazione, riuscendo così a scongiurare pericoli per l’incolumità dell’intero nucleo familiare e traendo nuovamente arresto il cittadino rumeno.

Arrestato

L’Autorità giudiziaria, rilevato il grave quadro indiziario, attesa l’inadeguatezza di ogni altra misura fondata sul rispetto volontario delle prescrizioni, nel convalidare la misura restrittiva dell’arresto, disponeva la custodia cautelare in carcere.
Ancora oggi la denuncia delle vittime e la prontezza della risposta dell’istituzione costituiscono i corollari imprescindibili a salvaguardia delle fasce più vulnerabili.

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