Le parole del legale

Multe alle auto per evitare assembramenti: la risposta dell’avvocato

"La proposta suscita qualche perplessità", spiega il legale Valerio Donato.

Multe alle auto per evitare assembramenti: la risposta dell’avvocato
Ivrea, 07 Giugno 2020 ore 20:23

Multe alle auto per evitare assembramenti: la risposta dell’avvocato. “La proposta suscita qualche perplessità”, spiega il legale Valerio Donato.

Multe alle auto per evitare assembramenti

Ausiliari del traffico mandati a elevare multe alle auto in sosta nei luoghi di ritrovo: è stata questa la minaccia formulata tramite un post su Facebook al sindaco di Chiaverano. L’obiettivo è ovviamente quello di evitare che si generino assembramenti. Sulla questione (senza nominare l’episodio specifico) ha voluto fare chiarezza l’avvocato eporediese Valerio Donato.

Perplessità

“La cosa suscita perplessità – precisa l’avvocato – sotto due profili. Gli ausiliari del traffico, infatti, sono soggetti diversi dagli agenti di polizia municipale, con poteri e funzioni differenti. Sono assunti dal Comune o da società private che gestiscono gli spazi di parcheggio a pagamento e le funzioni di accertamento delle violazioni devono essere loro conferite nominativamente e con un’ordinanza sindacale ad hoc. Sebbene siano pubblici ufficiali a tutti gli effetti (Cass. sent. n. 13928/2017), non possono accertare alcuna violazione differente da quelle in materia di sosta di veicoli e solo entro precisi limiti. Possono, in particolare, elevare contravvenzioni solo per mancato o omesso pagamento sulle strisce blu ovvero di divieto di sosta allorquando si impedisca ad altri automobilisti di accedere o uscire da dette aree blu (si veda Corte di Cassazione Sezioni Unite Civili, Sentenza n. 5621/09 secondo cui gli ausiliari “sono legittimati ad accertare e contestare violazioni a norme del codice della strada, quando tali violazioni concernano disposizioni in materia strettamente connessa all’attività svolta dall’impresa … dalle quale dipendono, ove l’ordinato e corretto esercizio di tale attività impediscano o, in qualsiasi modo, ostacolino o limitino” e viceversa quando “le violazioni consistano in condotte diverse, l’accertamento può essere compiuto esclusivamente dagli agenti di cui all’art. 12 del codice della strada”). Eccezionalmente (ma solo quando gli ausiliari sono dipendenti di imprese di trasporto pubblico) possono sanzionare la circolazione sulle corsie preferenziali riservate ai mezzi pubblici (contrassegnate da strisce gialle). Non possono emettere alcuna altra contravvenzione”.

Eccesso di potere

E in caso di multa? “Le contravvenzioni emesse in violazione di quanto sopra – continua il legale – non sono però automaticamente nulle, ma sarà comunque necessario impugnarle con gli ordinari strumenti del Codice della Strada (ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace). Detta nullità ricade nella categoria generale dell’eccesso di potere. Ma le contravvenzioni (non solo quelle degli ausiliari della sosta ma, soprattutto, quelle emesse con strumenti elettronici di rilevamento, le cd telecamere) potrebbero essere nulle per un altro motivo: lo sviamento di potere, che si ha quando l’amministrazione agisce per perseguire un fine (pur sempre pubblico ma) diverso da quello stabilito dalla legge per esercitare quel determinato potere. L’esempio classico (CERULLI-IRELLI) è quello dell’autorità sanitaria che ordina l’abbattimento di alcuni capi di bestiame sul presupposto che possano portare infezioni, quando invece il motivo reale è che essi inquinano il suolo. Nella prassi si assiste spessissimo a sanzioni amministrative in tema di codice della strada che non vengono emesse per regolare la circolazione ma puramente e semplicemente per fare cassa (ad esempio i proventi degli apparecchi di rilevazione a distanza vengono sovente computati nei bilanci preventivi degli enti che li installano). Nel caso di specie è evidente, per contro, che si minacciano delle sanzioni in materia di sosta, non per evitare intralci al traffico, ma per rispettare una normativa sanitaria sull’assembramento di persone. L’impugnazione delle sanzioni al codice della strada per sviamento di potere allo stato non è seguita in giurisprudenza e quindi, giuridicamente, appare da sconsigliare, sebbene sia auspicabile sotto il profilo civico della (piena) legittimità degli atti amministrativi.

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