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Navigatori stellari per l’anima, la nuova scoperta del ricercatore canavesano

Diego Baratono, ricercatore di Agliè, ha realizzato un nuovo e interessante studio sulle “piastre astronomiche” dell’Egitto Antico. O meglio, i Navigatori stellari per l’anima. E citando Albert Einstein: "I grandi spiriti hanno sempre trovato la violenta opposizione delle menti mediocri. La mente mediocre è incapace di comprendere l’uomo che rifiuta d’inchinarsi ciecamente ai pregiudizi convenzionali e sceglie, invece, di esprimere le proprie opinioni con coraggio e onestà". 

Navigatori stellari per l’anima, la nuova scoperta del ricercatore canavesano
Cronaca 15 Ottobre 2017 ore 12:42

Diego Baratono, ricercatore di Agliè, ha realizzato un nuovo e interessante studio sulle “piastre astronomiche” dell’Egitto Antico. O meglio, i Navigatori stellari per l’anima. E citando Albert Einstein: “I grandi spiriti hanno sempre trovato la violenta opposizione delle menti mediocri. La mente mediocre è incapace di comprendere l’uomo che rifiuta d’inchinarsi ciecamente ai pregiudizi convenzionali e sceglie, invece, di esprimere le proprie opinioni con coraggio e onestà”. 

Era il  2011 quando Diego Baratono, ricercatore di Agliè, stava concludendo  una particolareggiata quanto curiosa indagine. Lo studio era inerente alle cosiddette “tavolozze cosmetiche” dell’Egitto Antico, comprendente peculiari dispositivi “condizionati”, o meglio, attrezzi confezionati teleologicamente, con uno scopo ben preciso. 

“Sono indicazioni spente certamente, ma se “riattivate” e ben recepite, tornano utili ad integrare la comprensione, almeno in una certa misura, dell’articolato, profondo e variegato sistema intellettuale elaborato dai primi pensatori della civiltà egizia -dice il ricercatore – Sì perché questa categoria di manufatti conosciuti erroneamente come “tavolozze cosmetiche”, secondo il mio punto di vista, sono piuttosto congegni suggestivi per essere “strumenti scientifici”. Fino ad oggi, questi particolarissimi oggetti, non si sono mai stimati possedere simili funzioni. A riprova di quanto sostenuto si portano le immagini che vedono la tavolozza a forma di losanga con raffigurazione di scorpione, inquadrare precisamente con il suo profilo la costellazione eponima”. E prosegue: “La religione solare espressa dalla civiltà egizia prenderà la forma che conosciamo, soltanto “dopo”, soltanto nel momento in cui i raffinati pensatori nilotici assimileranno il perenne, ancorché quotidiano, ciclo solare alba/tramonto, precisa e chiara metonimia della sequenza di nascita e morte che è connaturata fisiologicamente all’esistenza terrena di tutti gli esseri viventi,  a primordiali cicli astronomici, forse il più noto è quello di Sirio/Orione. A loro volta, questi perenni ritmi astronomici perfettamente cadenzati nel senso che le stelle di riferimento, secondo il mio punto di vista, non sono solo Sirio, Orione, Orsa Maggiore, stelle circumpolari e così via”.

Nella foto Piastra astronomica di Hator, Gerza, IV millennio a.C. con la particolare figura geometrica che compare sulla fronte della testa hatorica.

 Il ricercatore ritiene che questi amuleti votivi teriomorfi siano connessi con cerimonie rituali di un qualche genere. Credo di poter affermare che riguardassero molto da vicino la “rinascita” del defunto. Gli amuleti in oggetto erano in ogni caso abbastanza diffusi.  “Si può iniziare a comprendere, ora, il perché dell’importanza che ebbero in un certo arco temporale le Piramidi, per il mondo dell’Egitto Antico – ha concluso –  Non si deve certo dimenticare ora più che mai, e non è certo in contraddizione con quanto sin qui esposto, l’equazione “Acqua = Rinascita”. Tutte le ulteriori considerazioni del caso, e ce ne sono moltissime, si lasciano alla scrupolosità di altri. Il compito di dimostrare che le cosiddette “tavolozze cosmetiche” sono invece ben altro e ben di più, credo di averlo portato a termine. Certo è che la mia ricerca non finisce qui”.

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