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Nove clienti all’interno del locale, multa e chiusura per il ristorante-kebab

Sanzione di mille euro al titolare, multe da 400 euro per ogni persona presente nel punto vendita e la chiusura per cinque giorni.

Nove clienti all’interno del locale, multa e chiusura per il ristorante-kebab
Cronaca Ciriè, 02 Gennaio 2021 ore 12:29

Nove clienti all’interno del locale, multa e chiusura per il ristorante-kebab di via Cibrario a Ciriè. E’ il terzo episodio dell’inizio della pandemia in città.

Multa e chiusura per il ristorante-kebab

Sorpresi nove clienti all’interno del locale: scatta la sanzione di mille euro e la chiusura di cinque giorni per aver violato le norme anti-Covid. L’episodio è accaduto lunedì 28 dicembre 2020, al ristorante-kebab di via Cibrario a Ciriè. Verso le 17 la polizia locale, guidata dal comandante Roberto Macchioni, durante i controlli periodici, ha constatato la presenza di nove commensali che stavano tranquillamente pasteggiando seduti al tavolo.

Zona arancione

Peccato che il decreto Natale abbia stabilito come, nei giorni di zona arancione, i ristoranti potessero operare solamente per il servizio d’asporto. Le regole non prevedono certo lo stazionamento della clientela all’interno dell’attività, al fine di scongiurare assembramenti. Così la Polizia Locale ha applicato una sanzione di mille euro al titolare, multe da 400 euro per ogni persona presente nel punto vendita e la chiusura per cinque giorni.

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Terza violazione in città

Racconta Macchioni: «Il titolare ha affermato di non sapere delle limitazioni imposte nelle giornate di festa. La maggior parte dei presenti erano minorenni, quindi la contravvenzione sarà notificata ai genitori. In questi casi la responsabilità ricade sia sul gestore sia sugli avventori». Nel 2020 è la terza attività che viene chiusa per esercizio irregolare, anche se è la prima ad aver violato le regole stabilite dal governo Conte. La prima chiusura è scattata sul cavalcavia di via Torino, verso San Maurizio, dove è stato elevato un verbale per un banco di frutta e verdura, completamente abusivo. Quindi alcune settimane fa la stessa sorte è toccata a un acconciatore che praticava la professione, a pochi passi del centro storico, ma con l’autorizzazione scaduta.

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