Nuova fontana a Ceresole realizzata dagli operai del gruppo forestale

Il tronco e la radice utilizzati dai forestali appartengono ad una pianta divelta dalla terribile slavina del 2008.

Nuova fontana a Ceresole realizzata dagli operai del gruppo forestale
Rivarolo, 25 Novembre 2018 ore 11:02

Nuova fontana a Ceresole, realizzata con granade maestria dai forestali in appena un mese di lavoro.

Nuova fontana a Ceresole

Inaugurazione «semi ufficiale» venerdì scorso a Ceresole per la nuova fontana realizzata con grande maestria dagli operai del gruppo forestale della Regione Piemonte, guidati dal capo progetto Paolo Fasciano. Una piccola opera, che si aggiunge a quelle già presenti sul territorio ceresolino e non solo. Alla presenza dei rappresentanti del Comune di Ceresole e di quello di Noasca, la fontana è stata completata dopo circa un mese di lavoro (opera in parte rallentata dal maltempo).

“Un pezzo del patrimonio della nostra terra”

«Il tronco e la radice utilizzati dai forestali appartengono ad una pianta divelta dalla terribile slavina del 2008 – spiega il vicesindaco Mario Nigretti – E’ stata recuperata, trasportata sino a qui, quindi il sapiente lavoro della squadra regionale ha permesso la realizzazione di quello che è un altro pezzo del patrimonio della nostra terra».

Il ringraziamento ai forestali e alla Regione

Quale occasione migliore questa anche per sottolineare l’opera dei forestali svolta negli anni. Ringraziamento al quale si è unito pure il primo cittadino noaschino, Domenico Aimonino: «E’ solo una parte dell’importante intervento che queste persone realizzano sul territorio. Sono fondamentali, per esempio, nel ripristino dei sentieri utilizzati da allevatori e mandrie, nella salvaguardia del territorio ed in tutte quelle opere di manutenzione che una zona vasta come la nostra necessita». Per questo, sia Nigretti che Aimonino ci tengono dire grazie alla Regione, «Che ci mette a disposizione squadre valide e professionali come questa. Anzi, l’ideale sarebbe avere una singola squadra per ogni comune, perché con la loro abilità, disponibilità e competenza sono un bene prezioso per tutte le comunità della zona montana del Canavese».

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