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Placche dentarie per correggere la postura: il processo all’ideatore del metodo in Canavese

Ivrea.  E' a processo nel tribunale di Ivrea, un nuovo caso di esercizio abusivo della professione. A dover rispondere di aver fatto il dentista senza averne titolo un uomo di  46 anni residente a Mazzè, ma attivo anche a Tavagnasco ed in tutto il nord Italia.

Placche dentarie per correggere la postura: il processo all’ideatore del metodo in Canavese
Cronaca 26 Marzo 2017 ore 12:21

Ivrea.  E’ a processo nel tribunale di Ivrea, un nuovo caso di esercizio abusivo della professione. A dover rispondere di aver fatto il dentista senza averne titolo un uomo di  46 anni residente a Mazzè, ma attivo anche a Tavagnasco ed in tutto il nord Italia.

Ivrea.  E’ a processo nel tribunale di Ivrea, un nuovo caso di esercizio abusivo della professione. A dover rispondere di aver fatto il dentista senza averne titolo un uomo di  46 anni residente a Mazzè, ma attivo anche a Tavagnasco ed in tutto il nord Italia. L’uomo nonostante abbia un diploma all’istituto tecnico di Ivrea, ed un altro al conservatorio di Torino, si occupava della salute orale e della postura di molte persone, tanto da pubblicizzare un vero e proprio metodo su internet. L’imputato ha ribattezzato il suo metodo «Trattamento biomeccanico posturale-meccanismo O.g.», ed in base a quanto testimoniato in aula da veri dentisti, avrebbe portato molti scompensi ad alcune delle persone che vi sono state sottoposte, tanto che sono stati proprio loro ad avvertire le autorità: «Ho conosciuto il metodo del signore perché un mio collaboratore doveva fare la tesi di specializzazione e ci siamo imbattuti nel suo sito. Mi è sembrata una cosa molto strana. Qualche tempo dopo nel mio studio si sono presentati due pazienti che si erano sottoposti al trattamento. In entrambi i casi i danni erano rilevanti. Uno in particolare non mi sono sentita di prenderlo in cura, perché era troppo grave. Il signore gli aveva inserito dei rialzi nella parte posteriore della bocca, che avevano causato seri danni muscolo scheletrici e problemi psicologici. A quel punto ho segnalato la vicenda ai carabinieri». Un’altra specialista ha presentato un esposto all’ordine dei medici, segnalando il metodo: «Un mio assistito si è rivolto all’imputato per i suoi problemi posturali, poi è tornato da me, poiché non stava bene. Sono rimasta sconvolta quando ho saputo che  dava indicazioni via mail su come regolare un’apparecchiatura medica che va prescritta da uno specialista solo dopo una visita approfondita». Nel procedimento si sono costituiti parte civile, l’ordine dei medici e l’associazione Andi.