La situazione attuale

Cuorgnè: Pronto Soccorso, riapertura dopo l'autunno

Mauro Fava spiega le criticità che impediscono un'imminente riapertura della sezione di pronto intervento dell'ospedale cuorgnatese

Cuorgnè: Pronto Soccorso, riapertura dopo l'autunno
Cronaca Alto Canavese, 25 Luglio 2021 ore 11:00

Fava: «Per l'autunno il ripristino di alcuni servizi, ma per la riapertura mancano i medici urgentisti». Cuorgnè: Pronto Soccorso, riapertura dopo l'autunno.

La lunga attesa

Continua a tenere banco la situazione del pronto soccorso dell’ospedale di Cuorgnè, anche in seduta di consiglio comunale a Cuorgnè, dove ha generato qualche incomprensione tra minoranza e maggioranza. Allo stato attuale il Pronto Soccorso resta ancora chiuso nonostante la struttura non sia più dedicata ai pazienti Covid-19 com’è stato fino ad alcune settimane fa. I media hanno riportato vari interventi di sindaci e assessori canavesani, che hanno anche scritto all’assessore regionale Icardi per richiedere un incontro urgente.

Deficit di medici urgentisti

«Sono il primo, come cuorgnatese, ad essere rammaricato per la prolungata chiusura del servizio di pronto soccorso. E mi sono impegnato sin da subito per ottenerne la riapertura, incontrando più volte l’assessore regionale alla Sanità e il direttore dell’Asl To4 - commenta il consigliere regionale Mauro Fava - Ma il quadro che mi è stato fornito è estremamente grave. In tutto il Piemonte c’è un grave deficit di medici urgentisti, necessari per la riapertura dei pronto soccorso. E il 25% di questa carenza di personale è concentrata nella sola Asl To4. Se a questo aggiungiamo il fatto che dal corso di specializzazione all’Università di Torino ogni anno esce un numero insufficiente di urgentisti, possiamo ben capire che il problema non è né di facile, né di pronta soluzione».

Il commento di Mauro Fava

«Bisognerebbe andare a capire come si sia arrivati ad avere numeri così preoccupanti riguardo al personale medico. Numeri che rischiano di mettere a repentaglio il funzionamento di servizi sanitari essenziali. E’ evidente che il problema viene da lontano e che per trovare una soluzione serve tempo. Io ho ricevuto, da parte del direttore dell’Asl Stefano Scarpetta, l’assicurazione del massimo impegno per riaprire il Pronto Soccorso di Cuorgnè nel più breve tempo possibile, ma certamente non sarà una questione di giorni, né di settimane: dobbiamo essere chiari su questo punto ed evitare di prendere in giro la gente con promesse che è fuori dalla nostra possibilità mantenere. Certamente questo autunno riapriranno tutta una serie di servizi, tra sale operatorie, ambulatori e reparti, che faranno rimettere in moto l’ospedale, ma per il Pronto Soccorso temo che l’attesa sarà più lunga».