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Schiava del sesso condannato l’amante-padrone

La donna aveva deciso di troncare la relazione quando aveva scoperto che lui era sposato.

Schiava del sesso condannato l’amante-padrone
Cronaca Ivrea, 10 Dicembre 2017 ore 14:10

Schiava del sesso, condannato l’uomo che obbligava l’amante ad avere anche 5 rapporti in un giorno.

Schiava del sesso, la sentenza

L’aveva ridotta a schiava del sesso come evidenziato dal Pm nella sua requisitoria chiedendo durante l’ultima udienza in Tribunale a Ivrea di condannare l’uomo. Si è concluso infatti con una condanna il procedimento per lesioni personali, minacce e violenza sessuale a carico di un eporediese.  Il collegio ha inflitto all’imputato a sette anni e sei mesi di reclusione. L’uomo dovrà anche pagare alla vittima 20mila euro oltre alle spese di costituzione civile nel procedimento e sostenere le spese processuali.

I fatti ripercorsi nella vicenda

In base a quanto emerso in aula la relazione tra l’imputato e la donna di origine moldava era iniziata nel 2012. Ma la ferma intenzione di chiudere la storia da parte della donna era venuta nel 2015. Da un’altra presunta amante di origine rumena, la donna aveva scoperto che l’imputato a casa aveva una moglie ignara di tutto. Dato che lui non accettava in alcun modo la fine della loro relazione, la situazione era peggiorata tra i due. Tanto che la donna aveva più volte chiesto aiuto alle forze dell’ordine per gli atteggiamenti minacciosi e violenti dell’amante.

La prima denuncia ai carabinieri

La prima denuncia era stata sporta nell’agosto del 2015, dopo aver scoperto che il suo amante le aveva sottratto i documenti di identità. Da quel momento in poi, le violenze si sarebbero protratte per due anni, fino al momento dell’arresto dell’imputato nel marzo del 2017. La vittima, costituitasi parte civile nel procedimento e assistita dall’avvocato Pio Coda, chiedeva soltanto di essere lasciata in pace.

Le minacce all’ex amante

Ogni volta che la donna cercava di mettere la parola fine alla storia, l’uomo la minacciava di morte. La donna si sentiva sfruttata, «usata come una macchina». L’uomo pretendeva di avere rapporti sessuali anche quattro o cinque volte al giorno. A volte la donna riusciva a contenere le richieste del suo amante, mentre in altre occasioni era costretta con la forza. Al momento dell’arresto, inoltre, l’imputato era stato trovato in possesso di due coltelli (le udienze precedenti).

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