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Scoperto dormitorio cinese

Non solo merce potenzialmente pericolosa per la salute e priva del regolare marchio Ce, ma un vero e proprio dormitorio clandestino destinato ai dipendenti dell’azienda, che non rispettava le più elementari norme igieniche ed in materia di sicurezza. Questo è quanto si sono trovati di fronte gli uomini della Guardia di Finanza di Torino nel corso di un controllo presso un enorme emporio di Rosta (TO) gestito da un imprenditore di origine

Scoperto dormitorio cinese
Cronaca 13 Maggio 2017 ore 10:30

Non solo merce potenzialmente pericolosa per la salute e priva del regolare marchio Ce, ma un vero e proprio dormitorio clandestino destinato ai dipendenti dell’azienda, che non rispettava le più elementari norme igieniche ed in materia di sicurezza. Questo è quanto si sono trovati di fronte gli uomini della Guardia di Finanza di Torino nel corso di un controllo presso un enorme emporio di Rosta (TO) gestito da un imprenditore di origine

Non solo merce potenzialmente pericolosa per la salute e priva del regolare marchio Ce, ma un vero e proprio dormitorio clandestino destinato ai dipendenti dell’azienda, che non rispettava le più elementari norme igieniche ed in materia di sicurezza. Questo è quanto si sono trovati di fronte gli uomini della Guardia di Finanza di Torino nel corso di un controllo presso un enorme emporio di Rosta (TO) gestito da un imprenditore di originecinese. I Finanzieri della Compagnia di Susa, che hanno condotto l’intervento, hanno scoperto il dormitorio abusivo all’interno di un locale destinato, in origine, ad uso ufficio. Qui i titolari dell’azienda erano riusciti a ricavare ben tredici piccole stanze dove avevano collocato una trentina di lettini di piccole dimensioni. La maggior parte delle stanze, prive di finestre e ricavate dall’installazione di pareti divisorie in carton gesso, apparivano come veri e propri “loculi” alloggiativi adibiti, in alcuni casi anche a cucine per la preparazione di pasti frugali. Nel corso dell’intervento i Finanzieri hanno anche sequestrato oltre 30.000 articoli, tra cui centinaia di piercing, collane, braccialetti e orecchini potenzialmente dannosi per la salute perché costruiti con materiali noncertificati e non testati e  che quindi, a contatto con la pelle possono rilasciare sostanze tossiche o nocive. All’interno del emporio le Fiamme Gialle hanno inoltre individuato quattro lavoratori “in nero”. L’imprenditore, Z.F, queste le sue iniziali, trentenne, è stato denunciato alla Procura della Repubblica per abuso edilizio e multato per la violazione delle norme in materia di sicurezza prodotti; oltre a sanzioni per 14.000 euro rischia fino a 2 anni di carcere.

 

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