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Si conoscono sui social e lui le dice di essere un militare, invece è un impostore e la truffa per mille e 200 euro

Tutto è partito da una denuncia di truffa presentata al commissariato di Rivoli da una cittadina italiana. La donna a marzo aveva conosciuto un uomo su un social, il quale si era presentato a lei come carabiniere; dopo essere diventati amici, le ha proposto di aiutarla nelle pratiche di assicurazione di un’autovettura che la donna aveva appena acquistato.

Si conoscono sui social e lui le dice di essere un militare, invece è un impostore e la truffa per mille e 200 euro
Cronaca 27 Agosto 2017 ore 12:20

Tutto è partito da una denuncia di truffa presentata al commissariato di Rivoli da una cittadina italiana. La donna a marzo aveva conosciuto un uomo su un social, il quale si era presentato a lei come carabiniere; dopo essere diventati amici, le ha proposto di aiutarla nelle pratiche di assicurazione di un’autovettura che la donna aveva appena acquistato.

Tutto è partito da una denuncia di truffa presentata al commissariato di Rivoli da una cittadina italiana. La donna a marzo aveva conosciuto un uomo su un social, il quale si era presentato a lei come carabiniere; dopo essere diventati amici, le ha proposto di aiutarla nelle pratiche di assicurazione di un’autovettura che la donna aveva appena acquistato. In particolare, l’uomo le ha fornito gli estremi per effettuare il versamento di 1200 euro, quota prevista per la copertura assicurativa, e così lei ha fatto.  Solo successivamente, la donna si è resa conto di essere stata vittima di una truffa. La celere attività di indagine condotta dagli investigatori di Rivoli ha condotto  all’individuazione dell’autore del fatto, un cittadino italiano di 38 anni. E gli agenti lo hanno rintracciato nella sua abitazione, dove però non ha aperto loro la porta.  Essendo in borghese ha detto loro di non fidarsi. E’ stata così chiamata un’altra volante con agenti in divisa e gli hanno chiesto di seguirlo al commissariato. L’uomo ha goffamente cercato di nascondere qualcosa nella tasca dei pantaloni. Ma i poliziotti se ne sono accorti: era un tesserino con la scritta Carabinieri, Gruppo Intervento Speciale, intestata a un Maggiore, con i dati anagrafici parzialmente identici ai suoi e con la sua fotografia. Non solo. Gli hanno trovato addosso pure un coltello a serramanico con una lama di lunghezza di 9 cm. E’ stata allora perquisita l’abitazione. Ed è stato trovato un po’ di tutto:  1 taser elettrico, 1 proiettile calibro 9X21 camiciato, 2 pugnali, 2 noccoliere, 2 pistole soft air complete di munizionamento a pallini, una pistola giocattolo con contrassegno rosso, un cinturone contenente un manganello telescopico e due paia di manette, 5 distintivi cartacei riportanti il logo dei Carabinieri, 1 apparato radio completo di due batterie e due antenne, 3 contrassegni per parcheggio disabili palesemente contraffatti, 5 chiavi di autovettura Fiat di proprietà della società Enjoy, 1 lampeggiante di colore blu da autovettura, in utilizzo alle forze di polizia, 1 pettorina riportante la dicitura “sicurezza”. Gli agenti hanno sottoposto a sequestro tutto il materiale rinvenuto e hanno denunciato   il trentottenne per ricettazione, falsità materiale, detenzione e porto abusivo di armi e possesso di segni distintivi contraffatti.

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