L'opposizione ribadisce il suo pensiero

Sulla questione scuole Uniti per Leini non si arrende

Il mancato spostamento delle classi e l'inutilizzo del "Cubo" al centro del dibattito.

Sulla questione scuole Uniti per Leini non si arrende
Leini, 10 Ottobre 2020 ore 15:11

L’opposizione punta il dito contro le scelte della maggioranza. Sulla questione scuole Uniti per Leini non si arrende.

Sulla questione scuole Uniti per Leini non si arrende

Il Centro servizi della Cittadella continua a far discutere maggioranza e minoranza. Per meglio dire è il gruppo di Uniti per Leini che non ha per nulla digerito il mancato trasferimento della scuola media da via Provana a via Volpiano e ora, ad ogni occasione possibile, risfodera il suo cavallo di battaglia dell’ultima campagna elettorale: sfruttare il Cubo come plesso scolastico per le esigenze cittadine.

“Perché non utilizzare il Cubo in questo periodo?”

«In occasione del referendum oltre 6000 leinicesi si sono recati a votare e lo hanno fatto presso il centro servizi, sito alla cittadella dello sport, ex sede dell’Università Suism – scrivono gli arancioni in un loro comunicato –  In molti hanno notato la bellezza e la funzionalità del cosiddetto Cubo. Gli ampi spazi interni, i giardini esterni, il grande parcheggio di fronte e le strutture sportive affianco rendono il Cubo uno dei plessi scolastici più funzionali d’Italia. Senza contare che vi sono ampi spazi anche per attività pomeridiane. Pertanto, ora che in molti l’hanno visto ed apprezzato, ora che per il distanziamento fisico serve ancor più spazio rispetto al passato, ci domandiamo perché non utilizzarlo per spostare le scuole medie come da nostro progetto? Così facendo, fino al termine dell’emergenza Covid, alcune classi delle elementari potrebbero trovare spazio presso le attuali scuole medie».

Un’occasione che non va sprecata…

Le motiviazioni proseguono: «I ragazzi delle medie avrebbero il vantaggio di stare in una struttura sicura tutto il giorno, anche il pomeriggio, prospiciente le strutture sportive per fare calcio, pallavolo, nuoto ed altre discipline; i genitori avrebbero un ampio parcheggio ed il centro della città non si intaserebbe due volte al giorno, 250 giorni l’anno. La struttura c’è, perché farla diventare l’ennesima cattedrale nel deserto? Perché lasciarla marcire dopo aver speso oltre 2 milioni di euro per l’acquisto (avendo risparmiato quasi 1,5 milioni rispetto il suo prezzo di mercato)? Perché gettare altre migliaia di metri cubi di cemento per costruire una nuova scuola quando una struttura adeguata, ed indubbiamente migliore, c’è già? Solo per poter dire “questo l’abbiamo fatto noi”? Dovevamo evitare al comune una causa da oltre 6milioni di euro, lo abbiamo fatto traendone diversi vantaggi per i leinicesi. Al di là degli ideali non sprechiamo questa importante occasione».

La Direzione didattica però ha spiegato il no al trasferimento

Le ragioni del mancato spostamento delle classi dell’Anna Frank le ha spiegate la Direzione didattica del plesso di piazzale Madonnina che, a più riprese, ha ribadito di non ritenere opportuno il trasferimento di una porzione di sezioni. Ciò per evitare disagio a insegnanti, personale non docente e genitori. Quest’ultimi anche con più di un figlio in classi differenti. Il comune, per voce dell’assessore ai Lavori Pubblici Dario Luetto ha ribadito che a oggi mancano i fondi per un adeguamento della struttura pensata e realizzata con logiche completamente differenti da una scuola elementare o media. Il sindaco Renato Pittalis, nell’ultima seduta di consiglio comunale, ha attaccato il gruppo di Uniti per Leini su, a suo dire, un improvviso quanto tardivo interesse per il Centro servizi e gli impianti della Cittadella. Screzi che proseguiranno, di certo, fintanto che il cosiddetto Cubo non avrà un futuro certo.

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