Cronaca

Tenta di strangolare infermiere della Croce Verde

Vittima un operatore sanitario residente a Corio Canavese.

Tenta di strangolare infermiere  della Croce Verde
Cronaca Lanzo e valli, 17 Maggio 2019 ore 07:51

Tenta di strangolare  infermiere della Croce Verde. La vittima è di Corio Canavese.

Tenta di strangolare infermiere della Croce Verde

«Mi dispiace per quello che ho fatto. Se l’hanno detto sarà vero, ma io non ricordo proprio nulla...». Sono le parole dette tra le lacrime da F. P., 49enne di Venaria Reale difeso dall’avvocato Antonio Capone.  Nella giornata di lunedì 13 maggio, infatti, si è presentato davanti al giudice Antonio Borretta del Tribunale di Ivrea per difendersi dall’accusa di presunta resistenza a un pubblico ufficiale e presunte lesioni personali. A sopperire alla sua memoria, ci ha pensato E. A., operatore  sanitario, 54enne, residente a Corio Canavese che si è costituito parte civile in questo processo rappresentato dallo studio legale Mazzoleni.

Ecco i fatti

Il 21 luglio del 2015, Il canavesano era in servizio presso la Croce Verde di Torino quando riceve dalla Centrale Operativa una chiamata di soccorso. Con la sua squadra, si reca a Venaria Reale, nell’abitazione dell’imputato. Lì, trovano la moglie che ha chiesto aiuto perché il 49enne era in escandescenze. L’imputato, però, non voleva farsi soccorrere e dalla stanza in cui era rinchiuso telefonava continuamente alla donna per dirle di cacciare via l’equipaggio del 118.

Ematoma alle corde vocali

A rispondere al telefono della signora impaurita, però, è stato l’operatore sanitario che ha cercato di tranquillizzare senza successo l’uomo. Al termine della telefonata, l’imputato dirigendosi verso i soccorritori (che stavano aspettando l’arrivo delle forze dell’ordine prima di intervenire) avrebbe colpito il canavesano al volto. Nel corso della colluttazione avrebbe anche tentato di strangolarlo.
L’operatore sanitario ha riportato una distorsione alla caviglia e un ematoma alle corde vocali.

In passato già 4 TSO

Il 49enne è poi fuggito in strada dove è stato ritrovato dalle forze dell’ordine giunte sul posto poco dopo. Nel corso dell’udienza hanno testimoniato tutti i membri della squadra di soccorso e anche il figlio dell’imputato, che non era però presente in quel momento. Il ragazzo ha raccontato che il padre è seguito da un centro di salute mentale e percepisce una pensione di invalidità. All’epoca dei fatti, l’uomo aveva già  sottoposto a  4 TSO e la situazione familiare non era rosea. La sentenza è attesa per il 14 ottobre.

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