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Tentato rapimento di una bimba? Vicenda da chiarire

SAN CARLO CANAVESE - «Mia figlia era terrorizzata e piangeva disperata». Ha spiegato nell’aula del tribunale di Ivrea, la madre della ragazzina, vittima di un tentativo di rapimento.  Si tratta però di vicenda dai contorni tutti da chiarire quella avvenuta nella serata del 23 ottobre del 2014, quando una famiglia di origini Rom ha denunciato il tentato rapimento della figlia.

Tentato rapimento di una bimba? Vicenda da chiarire
Cronaca 21 Giugno 2017 ore 18:57

SAN CARLO CANAVESE – «Mia figlia era terrorizzata e piangeva disperata». Ha spiegato nell’aula del tribunale di Ivrea, la madre della ragazzina, vittima di un tentativo di rapimento.  Si tratta però di vicenda dai contorni tutti da chiarire quella avvenuta nella serata del 23 ottobre del 2014, quando una famiglia di origini Rom ha denunciato il tentato rapimento della figlia.

SAN CARLO CANAVESE – «Mia figlia era terrorizzata e piangeva disperata». Ha spiegato nell’aula del tribunale di Ivrea, la madre della ragazzina, vittima di un tentativo di rapimento.  Si tratta però di vicenda dai contorni tutti da chiarire quella avvenuta nella serata del 23 ottobre del 2014, quando una famiglia di origini Rom ha denunciato il tentato rapimento della figlia. La sera prima però i presunti rapitori, i coniugi Ljubisa Vasic di 52 anni e Stojanovic Mira di 46 anni (avvocato Giorgio Bissacco), hanno denunciato i genitori della ragazza per una rapina. Dal primo episodio ne è nato un processo che è in corso in questi giorni nel tribunale di Ivrea, e nel quale ha testimoniato anche la presunta vittima: «Quel giorno la mamma mi ha chiesto di andare a prendere i panni stesi davanti a casa. E’ stato proprio in quel momento che ho visto un’auto con a bordo un uomo ed una donna, insieme a due ragazzi avvicinarsi a me. La donna che io non avevo mai visto, ma che è la stessa presente in aula oggi, ha cercato di prendermi per un braccio, dicendomi di andare con lei. Io ho iniziato ad urlare, è uscita all’esterno della casa, mia mamma ad aiutarmi. Poi è intervenuto mio papà con un martello in mano. A quel punto si sono allontanati». In aula hanno testimoniato anche i carabinieri della tenenza di Ciriè, che hanno effettuato le indagini: «Il padre della ragazzina che all’epoca dei fatti ci aveva detto che l’auto arrivata davanti a casa sua, era una Opel di colore blu e che alla guida c’era un uomo che aveva conosciuto qualche mese prima a casa dello suocero. Da successive ricerche abbiamo scoperto della denuncia per rapina». La madre della ragazzina, aveva raccontato ai carabinieri che probabilmente gli imputati volevano la loro bambina come sposa per uno dei loro figli, cosa che nella loro tradizione avviene quando i ragazzi sono adolescenti. La famiglia del marito deve dare a quella della sposa, una cifra molto alta, che va dai 50.000 ai 100.000 euro. Probabilmente i due imputati non potevano permettersi di fare un’offerta di tale entità e quindi sempre in base al racconto della donna, hanno tentato di rapire la ragazzina. La stessa donna ascoltata anche in aula come testimone, ha detto che la loro famiglia ha ricevuto pesanti minacce, dopo la denuncia sporta per il tentato rapimento.

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