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3 luglio 2017

Tragedia di Piazza San Carlo, Chiara Appendino condannata a 1 anno e 6 mesi

La sentenza è stata pronunciata poche ore fa nell’aula magna del tribunale di Torino.

Tragedia di Piazza San Carlo, Chiara Appendino condannata a 1 anno e 6 mesi
Cronaca Torino, 27 Gennaio 2021 ore 18:03

La sentenza è stata pronunciata poche ore fa nell’aula magna del tribunale di Torino: la sindaca Chiara Appendino è stata condannata a un anno e mezzo di carcere per i tragici fatti di piazza San Carlo. Lo riportano i colleghi di Prima Torino.

Il 3 luglio 2017

Era il 3 giugno 2017  quando la finale di Champions League Juventus-Real Madrid proiettata sul maxischermo in piazza si trasformò in una manciata di secondi nello scenario tragico che tutti conosciamo. Una banda di quattro rapinatori, armati di spray urticante, si introdusse in mezzo alla folla di tifosi e lo spruzzò per rubare collane e orologi preziosi. Un gesto che scatenò il caos e il panico portando a 1600 feriti e alla morte di due donne: Erika Pioletti e Marisa Amato.

Gli altri colpevoli

Oltre alla sindaca, sono riconosciuti colpevoli e condannati anche l’ex questore di Torino Angelo Sanna, l’ex capo di gabinetto Paolo Giordana, il dirigente di Turismo Torino (l’agenzia che prese in carico la creazione dell’evento) Maurizio Montagnese ed Enrico Bertoletti, un professionista che si occupò di una parte della progettazione (anche loro a un anno e sei mesi).

La reazione della Sindaca

Chiara Appendino in un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook ha ripercorso la terribile vicenda che l’ha segnata profondamente, aggiungendo una riflessione sul difficile ruolo di responsabilità che hanno le istituzioni in casi del genere:

Non ve lo nascondo, questa tragica vicenda mi ha segnato profondamente. Quei giorni e i mesi che sono seguiti, sono stati i più difficili sia del mio mandato da sindaca sia della mia sfera privata, personale. E il dolore per quanto accaduto quella notte è ancora vivo e lo porterò sempre con me.
Con la stessa sincerità vorrei aggiungere ancora una cosa: a questi sentimenti, oggi, si somma anche una sensazione di amarezza. Perchè se è vero che la carica istituzionale che ricopro comporta indubbiamente delle responsabilità, alle quali non ho alcuna intenzione di sottrarmi, è altrettanto vero che oggi devo rispondere, in quanto sindaca, di fatti scatenati da un gesto – folle – di una banda di rapinatori.

Proprio sul difficile ruolo dei sindaci, sui rischi e sulle responsabilità a cui sono esposti, forse andrebbe aperta una sana discussione.
Concludo questo messaggio con un grazie a tutte le persone che mi sono state vicine, soprattutto in questi giorni, e ai miei legali, fiduciosa di riuscire a far valere le nostre tesi nei prossimi gradi di giudizio