Cronaca
La protesta

Trieste chiama Ivrea risponde scendendo in piazza

In 300, per ora, si sono dati appuntamento in piazza Ottinetti per protestare contro il Green Pass.

Trieste chiama Ivrea risponde scendendo in piazza
Cronaca 07 Novembre 2021 ore 16:07

Trieste chiama Ivrea che accoglie l'appello lanciato dai portuali.

Trieste chiama Ivrea

Si sono radunati in 300 oggi pomeriggio, domenica 7 novembre 2021, in piazza Ottinetti pere no al Green Pass, ma non solo. E' nato pure nella città delle «rosse torri» il gruppo social «Trieste chiama, Ivrea risponde», accogliendo l'appello lanciato dai portuali triestini dopo l'introduzione del green pass anche sul lavoro dal 15 ottobre scorso. In poche settimane la community su Facebook ha già raggiunto oltre 2mila iscritti e raccoglie il dissenso di tanti lavoratori anche sul territorio locale: in primis insegnanti, sanitari, avvocati e forze dell'ordine.

L'appuntamento.

La manifestazione è in corso e sono numerosi i rappresentanti dei gruppi locali si sono dati appuntamento in piazza Ottinetti, dalle 15 alle 18.30, per esprimere il proprio «Canto Libero»: è questo il nome dato alla manifestazione, promossa dal coordinamento Mai Domi, un movimento popolare spontaneo sorto nell’Eporediese già la scorsa estate, pochi mesi dopo l’insediamento del governo Draghi. Ma in zona ne erano e ne sono stati avviati altri, come Resistenza Eporediese; o, ad esempio, La Variante Torinese, nata sotto la Mole.

Anche da Trieste

Ospiti, oggi, anche da Trieste, diventata insieme a Genova, un po' l'icona di questa protesta pacifica - o meglio disobbedienza frommiana - nonché da Torino, Biella, Asti, Alessandria. E poi da oltre i confini regionali, come Aosta e Roma. Quanti appoggiano l'iniziativa respingono le etichette di «No Vax» o «No Green pass», perché tra loro si contano anche molte persone vaccinate, non soltanto chi per ragioni diverse (non tanto quelle troppo spesso ridicolizzate o banalizzate nel corso di questi mesi) ha deciso di non sottoporsi alla campagna statale. Altrettanti, pur obbligati a dotarsi del lasciapassare (perché vaccinati, guariti dal Covid-19 o sottoposti quasi quotidianamente ai tamponi), non ne condividono l'applicazione in quegli ambiti incidenti sui cosiddetti bisogni primari, definiti dalla sociologia, su tutti il lavoro base del sostentamento di ogni individuo.

Ivrea ha risposto

Da queste premesse, dunque, ha preso forma anche l'iniziativa locale, battezzata tramite lo slogan «Trieste chiama» e  Ivrea ha risposto con 300 manifestando, per ora, pubblicando inoltre sul gruppo social un'immagine diventata ormai emblematica: il portuale triestino travolto dall'acqua degli idranti durante la carica dei poliziotti appena qualche giorno dopo il sit–in iniziato al varco 4 del molo settimo. I partecipanti stanno raccontando la propria esperienza e portando il loro contributo umano per difendere i diritti costituzionali: è questo, infatti, il comune denominatore dei sodalizi sorti in questi ultimi mesi anche nell’Eporediese.

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