Menu
Cerca
#GRAZIE

Un soggiorno tra le montagne del Gran Paradiso per chi ha combattuto contro il Covid-19

Ceresole ha aperto le sue porte agli «angeli» del Coronavirus.

Un soggiorno tra le montagne del Gran Paradiso per chi ha combattuto contro il Covid-19
Cronaca Alto Canavese, 13 Giugno 2020 ore 13:56

Un soggiorno tra le montagne del Gran Paradiso per chi ha combattuto contro il Covid-19. Ceresole ha aperto le sue porte agli «angeli» del Coronavirus.

Un soggiorno tra le montagne del Gran Paradiso

Ceresole ha aperto le sue porte agli «angeli» del Coronavirus. Oltre 150 sanitari, coinvolti in prima linea nella lotta alla pandemia da Covid 19, sono stati accolti gratuitamente dalle strutture ricettive della «perla alpina» canavesana per un intero week-end, da venerdì 5 a lunedì 8 giugno. Un modo per ringraziare medici, infermieri e operatori dello straordinario lavoro svolto in questa drammatica emergenza sanitaria. L’iniziativa «#Grazie» è stata lanciata dall’associazione Amici del Gran Paradiso di Ceresole Reale. «Ho visto il dolore, lo sgomento e purtroppo la morte negli occhi di tanti amici che operano negli ambulatori e negli ospedali – afferma il presidente dell’associazione Guido Novaria  –  poi ho visto la semplicità, la calma e la bellezza della nostra montagna più bella». Con Roberto e Guela che gestiscono il rifugio «Massimo Mila» di Ceresole Reale è nata così l’idea di offrire questo soggiorno tra le montagne del Gran Paradiso: «Abbiamo deciso di mettere a disposizione di tutte le persone coinvolte un po’ di pace per quegli occhi stanchi. Così è nata l’iniziativa, una mattina presto, al telefono: in pochi minuti tutto è stato definito».

Grande disponibilità

Gli operatori turistici di Ceresole Reale hanno risposto subito con entusiasmo. Albergatori, ristoratori e gestori dei camping hanno messo a disposizione la caratteristica cucina di montagna e la loro migliore ospitalità. Le guide ed i maestri si sono resi disponibili ad accompagnare i  sanitari ed i loro familiari in escursioni a piedi, in mountain bike e in nordic walking, con il pranzo al sacco reso possibile per mezzo del piccolo mini-market del paese. «Siamo una piccola realtà, ma sappiamo fare grandi cose – dichiara il sindaco di Ceresole Reale, Alex Gioannini  – come in questa occasione. Ceresole Reale è una “Perla Alpina”, nel cuore del versante sud del Parco Nazionale del Gran Paradiso. La sua flora e la sua fauna sono uniche nel contesto alpino. Qui la volpe è di casa, nel senso che poco manca che entri davvero nelle abitazioni. Gli stambecchi, i camosci e le marmotte sono gli animali simbolo di questa area protetta, la più antica d’Italia. Abbiamo saputo aprire il nostro cuore in una situazione complessa come quella che stiamo attraversando».

Un modo per dire grazie

«E’ il nostro modo di dire grazie all’attività svolta nel contenimento del Corona Virus. Attraversiamo un momento difficile del comparto turistico, ma questo non ci ha fermato – gli fa eco Roberto dell’Associazione dei commercianti di Ceresole – E’ solo di ieri la notizia che l’attività di Giusy non aprirà in tempo perché la ristrutturazione del suo locale è stata bloccata durante la quarantena, ma non si è fermata e ha deciso comunque di mettersi a disposizione come volontaria nello staff di un Rifugio. Così è pure per Luisella che quest’anno proprio non aprirà il suo albergo. Anche lei metterà a disposizione il proprio tempo. Questo è lo spirito con il quale tutti noi di Ceresole Reale desideriamo dire grazie». Una bella gara di solidarietà che è valsa a Ceresole anche una meritata pubblicità  e la ribalta della tv nazionale, con servizi dedicati all’evento sul Tg3 Piemonte e nell’edizione delle 20 del Tg1. L’iniziativa lanciata da Ceresole  ha già fatto proseliti: da venerdì 12 a domenica 14 giugno 80 sanitari saranno accolti dalla val Ferret e, dal 20 al 26 giugno, altri 80 sanitari saranno ospiti della Valsesia. Una catena di generosità e speranza che unisce le Alpi,  per dire in coro «#Grazie».