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La Memoria viva

Il 5 maggio una serie di iniziative in ricordo di Marcello Martini

Nel giardino della scuola media «Cresto» sarà piantata un’altra giovane quercia, arrivata da Montemurlo, per commemorare Marcello Martini.

Il 5 maggio una serie di iniziative in ricordo di Marcello Martini
Cultura Castellamonte, 23 Aprile 2021 ore 17:53

Il 5 Maggio sarà presentato un documentario realizzato da La Memoria Viva per ricordare Marcello Martini. In programma inoltre una serie di iniziative promosse nel rispetto rigoroso delle norme imposte dalla pandemia in omaggio al più giovane deportato politico italiano.

Un 5 Maggio a ricordo di Marcello Martini

Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo. Un’amara verità che conosceva molto bene il castellamontese Marcello Martini. Per celebrare il 5 Maggio 2021, 76° anniversario della liberazione del Campo di Concentramento KZ Mauthausen, nel quale furono internati molti italiani, prigionieri politici o anche solo semplici cittadini, l’associazione canavesana La Memoria Viva vuole ricordare proprio il dottor Marcello Martini, il più giovane deportato politico italiano.

Il dovere della testimonianza

Il 5 Maggio sarà presentato un documentario ad hoc con una serie di iniziative promosse nel rispetto rigoroso delle norme imposte dalla pandemia. Dalle 9 alle 13 presso l’Ufficio Postale di Castellamonte ci sarà un annullo filatelico speciale predisposto da Poste Italiane per ricordare la figura di Marcello Martini. Dalle 15, sui social (Facebook e Youtube) e sul sito dell’Associazione, sarà trasmesso in prima visione il docufilm che, tra gli altri, ha ricevuto l’alto Patrocinio del Parlamento europeo e che poi rimarrà a disposizione di tutti per la libera visione. Dalle 16.30 (appena terminata la prima visione del docufilm) diretta streaming sempre sui social Facebook e Youtube per l’incontro virtuale dal titolo «76430, il dovere della testimonianza». Il documentario e la registrazione dell’incontro verranno messi a disposizione con un apposito supporto informatico (una memoria usb dedicata) di tutte le scuole e degli enti che ne faranno richiesta, e rimarranno per sempre negli archivi dell’Associazione e fruibili liberamente on line.

Da Adolescente a Stück 76430

Il documentario è un omaggio al dottor Marcello Martini sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen, dove era stato registrato con il numero 76430, prima di essere assegnato ai lavori forzati nell’industria bellica tedesca nel sottocampo di Hinterbrühl. «Pochi mesi prima della sua scomparsa, nel corso di una lunga intervista, ci aveva raccontato tutta la sua vita, dai giorni dell’arresto, quando aveva 14 anni, fino alla liberazione e poi alla decisione, sofferta, di diventare testimone fra i giovani di quell’infamia, una testimonianza che lo ha appassionato fino alla fine» raccontano da La Memoria Viva. In «Da Adolescente a Stück 76430» il racconto è arricchito dai commenti della sua famiglia, della moglie, Mariella Meucci, e della figlia Alessandra, con la partecipazione straordinaria dall’attrice Margherita Fumero che nel docufilm «70072: la bambina che non sapeva odiare» ha interpretato Lidia Maksymowicz e che collegherà così idealmente Auschwitz-Birkenau a Mauthausen, il 70072 di Lidia Maksymowicz con il 76430 di Marcello Martini, nel cui campo di concentramento, quando Auschwitz-Birkenau veniva liberata, continuavano a fumare i camini, come lui sempre ricordava. Ci sarà anche il ricordo di Ellade Peller, amministratrice, che con Marcello Martini aveva portato i giovani a Mauthausen, giovani che di lui hanno conservato un ricordo indelebile e che porteranno questo ricordo nel documentario con una serie di testimonianze appassionate e commoventi. «Il racconto di una vita quindi, non solo della prigionia, di una esistenza segnata da quella esperienza, come già abbiamo fatto per la storia di Lidia Maksymowicz, con l’obiettivo di rendere indelebile la sua vicenda umana e soprattutto le sue tante riflessioni, sui giovani in particolare, e sul futuro, che era solito fare, perché Marcello Martini ha sempre saputo guardare avanti facendo di quella sua terribile esperienza un incredibile bagaglio di cultura sociale che trasmetteva ai giovani nei suoi incontri» concludono da La Memoria Viva.

Una Quercia della memoria

Marcello Martini è morto all’età di 89 anni il 14 agosto 2019, nella sua casa di Castellamonte dove risiedeva ormai da tempo. Marcello Martini veniva da una famiglia repubblicana e antifascista. Il padre era stato comandante di un battaglione di giovani che, dopo l’8 settembre, rimandò a casa salvandoli dalla deportazione. Divenne subito dopo il responsabile militare a Prato per il Comitato di Liberazione Nazionale e Marcello si ritrovò partigiano, per poche settimane, o meglio staffetta partigiana di viveri e notizie, quelle di Radio Londra e quelle battute a partire da febbraio 1944 da Radio Cora nel capoluogo toscano. Aveva quattordici anni quando fu catturato davanti a una grossa quercia, dove oggi c’è un cippo che ricorda quel terribile evento. Era il 9 giugno e si trovava a Montemurlo, dove la famiglia era sfollata, due giorni dopo l’arresto dell’intero gruppo partigiano di Radio Cora. Fu liberato il 5 maggio 1945 dagli americani. Una data che lui stesso definiva «il suo secondo compleanno». Proprio a Castellamonte, in contemporanea con gli eventi organizzati da La Memoria Viva, nel giardino della scuola media «Cresto» sarà piantata un’altra giovane quercia, arrivata da Montemurlo, per commemorare Marcello Martini.