Cultura

Grande Torino storia della leggendaria squadra raccontata in piemontese

In sala consiliare a Cuorgnè, è stato presentato il libro sul Grande Torino, dal titolo «Mach ël destin a l’ha poduje fërmé».

Grande Torino storia della leggendaria squadra raccontata in piemontese
Cultura Rivarolo, 02 Maggio 2018 ore 13:35

Grande Torino, il mito della leggendaria formazione granata raccontata in un libro tradotto anche in Piemontese e presentato in sala consiliare a Cuorgnè.

Grande Torino raccontato in piemontese

In sala consiliare a Cuorgnè, è stato presentato il libro sul Grande Torino, dal titolo «Mach ël destin a l’ha poduje fërmé», scritto da Flavio Pieranni e tradotto in piemontese da Vittoria Minetti. «Si tratta della prima presentazione in Canavese – ha sottolineato l’editore Luca Turolla – Purtroppo avviene in un momento un po’ triste dato che pochi giorni fa ci ha lasciato Sauro Tomà, ultimo superstite del Grande Torino. Ieri, invece, c’è stato il funerale di Carla Maroso, moglie di Virgilio».

Mach ël destin a l’ha poduje fërmé

E proprio della donna, l’autore sul Grande Torino Flavio Pieranni ha questo ricordo: «Lei è stata un punto di riferimento. E ci univa un legame affettivo molto forte. Questo libro è anche merito suo. Infatti abbiamo condiviso questo pezzo di strada insieme». Durante la presentazione Vittoria Minetti ha letto, in piemontese, alcuni capitoli della pubblicazione. Mentre a parlare a nome della società granata era presente Vitantonio Zaza, ex calciatore ed ora allenatore delle giovanili.

Canavese e Superga

«Cerchiamo di far capire ai ragazzi l’orgoglio che devono avere nel rappresentare questa società. – ha sottolineato Zaza in merito al libro del Grande Torino – Ogni anno, il 4 maggio, tutte le squadre giovanili salgono a Superga insieme a tutta la società presente. A partire dal presidente Urbano Cairo». In chiusura, l’assessore allo Sport, Davide Pieruccini, ha ricordato come Cuorgnè e la società granata siano legate dalla figura di Carlin Bergoglio. «Fu lui a ideare gli stemmi di alcune squadre. Il toro per il Torino, il biscione per l’Inter. E il diavolo per il Milan».