Cultura

A San Giusto la festa che esalta l'accoglienza e abbatte i muri

Accoglienza e solidarietà: le parole d'ordine della festa a San Giusto per una società più giusta

A San Giusto la festa che esalta l'accoglienza e abbatte i muri
Cultura Rivarolo, 18 Aprile 2019 ore 15:52

Domenica 14 aprile è stata celebrata a San Giusto la "Festa dell'amicizia... passi verso l'accoglienza" per promuovere spirito altruistico e solidarietà verso chi, solo in apparenza, appare diverso.

Accoglienza e apertura

L'associazione Cirimela con il contributo del comune di San Giusto ha organizzato la "Festa dell'amicizia... passi verso l'accoglienza" domenica 14 aprile. La giornata è stata pensata per ribadire i valori della solidarietà e dell'integrazione. I protagonisti sono stati molteplici: un circolo virtuoso che ha unito il percorso educativo degli studenti alle loro famiglie, estendendosi poi alla cittadinanza. Il sindaco di San Giusto, Giosi Boggi, ha così commentato l'iniziativa:

Sono momenti che servono a tutti ed insegnano, soprattutto ai nostri giovani. Occorre aprire i nostri cuori, dare un volto alle persone, non trasformarle in numeri, vedere il loro aspetto senza girarsi indietro e fare finta di niente. È l’unico modo, questo, per coltivare una società giusta e solidale, che possa garantire un futuro di convivenza sostenibile e senza conflitti. Un futuro di pace ed amore.

Le attività durante la festa

Nel corso della giornata si sono susseguite varie attività per rimarcare l'importanza dell'accoglienza. Oltre agli stand espositivi pensati dagli studenti, con letture tematiche e disegni,  alcuni spunti di riflessione sono arrivati con le note e le parole della corale sangiorgese "Le Quattro Stagioni", diretta da Cristina Arri. I boy scout di Cuorgnè hanno invece proposto una gara di corsa e dopo oltre 70 persone hanno impresso su un pannello le impronte colorate delle loro mani, in segno di fratellanza e unione. Un rinfresco etnico preparato dalla comunità ospitata in paese ha concluso la festa, animata anche da una band che ha fatto ballare i presenti.

Partecipazione e riflessione

La giornata di festa a San Giusto ha visto tanta partecipazione da parte dei cittadini. Nella gioia collettiva non sono mancati i momenti di riflessione. Uno dei più toccanti è stata la testimonianza di Ibrahim Djiré, ragazzo malese arrivato in Italia nel luglio 2016 ed ora residente a Settimo Vittone con un lavoro come mediatore interculturale. Di fronte alla platea ha raccontato la sua avventura:

In Mali abbiamo tanti problemi, sei obbligato a vivere in un certo modo, altrimenti non te la cavi. Ho visto amici perdere la vita, addirittura bruciati, è terribile. Potevo rimanere là, aspettando il giorno di essere ucciso poiché non esiste una vita normale, c’è la fame e l’uomo a volte è più feroce di un animale. Il destino mi ha portato qui e sono felice: l’Italia ora è casa mia.

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