Brividi per lo spettacolo dal titolo “La musica della memoria” a Castellamonte | FOTO

Domenica scorsa l'appuntamento della Rassegna “Musica e Arte” a Castellamonte di e con Veronica Lo Surdo ed Enrico Faletti.

Brividi per lo spettacolo dal titolo “La musica della memoria” a Castellamonte | FOTO
Rivarolo, 28 Gennaio 2020 ore 15:10

Ultimo spettacolo della Rassegna “Musica e Arte” a Castellamonte con il concerto del duo AINE con voce narrante e viola dal titolo “La musica della memoria”.

“La musica della memoria”

“Dio … Dio …dov’era Dio? – Poi arrivarono i soldati in casa e ci portarono via tutti – Alla mamma faceva tanto male il numero nero scritto sul braccio, a me faceva tanta paura, era il simbolo della nostra diversità – Dai camion verdi entrati dal portone d’ingresso scesero degli angeli che ci portavano acqua e coperte e tagliarono i recinti – E fuori i fiori spuntavano fra le chiazze di neve – Questo accadeva il 27 gennaio 1945”. Così ha recitato il narratore Enrico Faletti durante lo spettacolo di domenica scorsa alla Casa della Musica che ha reso omaggio al Giorno della Memoria.

Uno spettacolo suggestivo

Luci spente, solo un candelabro, una sveglia, delle scarpette rosse illuminati, piccoli oggetti che subito hanno fatto volare la mente ad un’epoca ben precisa, un’epoca di violenze, di atrocità, che le nuove generazioni hanno il dovere di conoscere per far sì che non si ripetano mai più. Varcata la porta della sala dei concerti il pubblico si è ritrovato immerso, circondato e coinvolto dallo spazio scenico: candele, filo spinato, fotografie in bianco e nero dei campi di concentramento e laggiù al fondo un forte fascio di luce che dall’alto illuminava uno strumento musicale, una viola ed il suo archetto.

Per non dimenticare

Gli artisti sono entrati lentamente nella penombra e il narratore Enrico Faletti ha recitato con coinvolgimento e passione le parole di una bambina che è sopravvissuta all’Olocausto. Lei sì è sopravvissuta, ma sua madre e sua sorella e tanti come loro da quelle terre fredde e paurose non hanno fatto ritorno. Un racconto da far gelare il sangue al folto pubblico presente in sala e l’intervento della musicista Veronica Lo Surdo che a piedi nudi e di bianco vestita canta in lingua ebraica e suona in modo struggente la viola, ha reso l’atmosfera ancora più suggestiva.

L’intervento del pubblico in sala

Al termine dello spettacolo a prendere la parola sono state spontaneamente le persone presenti in sala che si sono sentite in dovere di portare la loro diretta testimonianza. Rosanna Benetti con la voce rotta dalla commozione ha raccontato le sofferenze e le angosce patite in quei giorni di invasione quando lei era una bambina a Ferrara, in Emilia, dove era sopravvissuta a bombardamenti e a terribili attacchi con gas tossici, correndo un serio pericolo di essere fatta salire sui treni della deportazione. Seduta a fianco a lei, anche Eliana Dapiran ha ricordato le stesse drammatiche emozioni che aveva provato da piccola, in quei giorni quando ancora abitava a Trieste.
A intervenire al termine dei drammatici raconti dei superstiti anche il consigliere con delega alla Cultura Claudio Bethaz, presente in sala insieme all’assessore Addis e al Consigliere Recco.

10 foto Sfoglia la gallery
Video più visti
Foto più viste
Top news regionali
Il mondo che vorrei
Amici della neve