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La parola agli esercenti

Lotteria degli scontrini: scettici i commercianti del Canavese

Anche nel nostro territorio è partita tra qualche perplessità l'iniziativa voluta dal precedente Governo.

Lotteria degli scontrini: scettici i commercianti del Canavese
Economia Alto Canavese, 27 Febbraio 2021 ore 10:14

Lotteria degli scontrini: scettici i commercianti del Canavese. Anche nel nostro territorio è partita tra qualche perplessità l’iniziativa voluta dal precedente Governo.

Lotteria degli scontrini

E’ partita anche in Canavese, nelle scorse settimane, la discussa «Lotteria degli scontrini». Si tratta di un’iniziativa fortemente voluta dal precedente Governo Conte per incentivare gli acquisti, specie nei piccoli negozi, aiutandoli in modo concreto nella lenta e complicata ripartenza dopo la crisi dettata dalle chiusure per l’emergenza Covid-19. Il progetto dovrebbe dare, inoltre, un duro colpo all’evasione fiscale. La prima estrazione è fissata per l’11 marzo e darà la possibilità a una ventina scarsa di fortunati di aggiudicarsi un piccolo tesoretto. Tutto bene, ma non benissimo. Gli esercenti canavesani e non solo sono già divisi. Fra i titolari delle attività predomina lo scetticismo verso la lotteria.

La parola a Carlo Tesolin

«Fino a quando questa iniziativa non sarà obbligatoria, credo che la maggioranza dei commercianti locali non aderirà alla lotteria – spiega Carlo Tesolin, presidente di Arte e Commercio Castellamonte e titolare del negozio «Carlito’s Jeans» nel paese della ceramica – Per partecipare bisogna adeguare nuovamente i registratori di cassa. Si dovrà affrontare quindi una spesa ulteriore, che oscilla sui 200 euro. In questo momento molto delicato per l’intero settore non tutti possono permetterselo. Senza contare che il 70% degli esercenti appena un anno fa ha speso dei soldi per cambiare o aggiornare i registratori per adempiere all’obbligo dello scontrino elettronico. Il Governo ha dato un credito d’imposta del 50%, però la spesa che si deve affrontare per la lotteria è adesso. Non va bene. Se da Roma, davvero, credono nella bontà di questa iniziativa allora, anche considerando la forte crisi economica che ci attanaglia, avrebbero dovuto sostenere tutti i costi per farci partecipare».

Modalità troppo complicate

Sono, invece, le modalità di partecipazione all’iniziativa a generare perplessità secondo Christian Lunardi, presidente della Pro loco di Cuorgnè e titolare in paese di «IRiparo» in via Torino: «L’idea che è alla base dell’iniziativa, promossa dal Governo, è buona. Aiutare con la lotteria ad incrementare gli acquisti e combattere l’evasione fiscale sono due obiettivi importanti. Le modalità di partecipazione, tuttavia, non sono così immediate e semplici. Non solo per noi commercianti, pure per i clienti stessi. Andare sul sito dell’Agenzia delle Entrate per ottenere un codice ad hoc che poi va mostrato all’esercente al momento dell’acquisto è complicato. Specie per chi non è pratico del web. Non a caso finora solo uno dei miei clienti ha partecipato alla lotteria con un acquisto fatto da me».