Sandretto, fumata nera: si va verso il licenziamento collettivo

Pessime notizie arrivano da Torino, dove l'azienda ha deciso di non ritirare la messa in liquidazione esprimendo invece la volontà di licenziare i 124 dipendenti

Sandretto, fumata nera: si va verso il licenziamento collettivo
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Pessime notizie arrivano da Torino, dove l'azienda ha deciso di non ritirare la messa in liquidazione esprimendo invece la volontà di licenziare i 124 dipendenti

PONT CANAVESE. Una doccia gelata (e per nulla piacevole) quella che arriva da Torino per i 124 dipendenti della Sandretto di Pont. Quello di stamattina in Regione Piemonte doveva essere l'incontro in grado di sancire una definitiva riapertura della trattativa per la salvaguardia dei posti di lavoro nello stabilmento canavesano. E' stato, invece, probabilmente l'inizio della fine, dato che l'azienda ha deciso, come si legge dal comunicato stampa della Regione Piemonte, "di non voler più ritirare la messa in liquidazione e di voler anzi procedere al licenziamento collettivo dei 124 lavoratori della Sandretto". Una mazzata in piena regola, che ora rende la situazione davvero drammatica. "La decisione dell’azienda di non rispettare quanto annunciato nell’ultimo incontro avuto in Regione - ha dichiarato l’assessore al Lavoro Gianna Pentenero -  è la conferma, ancora una volta, di un percorso industriale  poco chiaro e sempre meno credibile, cosi come  emerso negli ultimi mesi. La Regione, in qualità di garante del contratto stipulato tra Photonike e Finpiemonte nel 2013, rispetto all’avvio di un piano industriale in grado di riavviare la produzione e la progressiva occupazione del personale, metterà in atto tutte le azioni a sua disposizione per individuare le responsabilità di quanto accaduto negli ultimi mesi ed effettuerà una contestazione scritta rispetto al mancato rispetto del suddetto accordo. È in un contesto cosi complicato, nel quale comunque la Regione ha sempre fatto la sua parte,  che lavoreremo per individuare se esistano o meno altre strade possibili per permettere alla Sandretto di riprendere la sua attività e il suo processo produttivo, facendo appello anche alla costante attenzione che il mondo imprenditoriale canavese ha da sempre dimostrato verso questa vicenda".

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