A colpi di manifesti

Guerra delle affissioni a Rivarolo: arriva la risposta dei Dem

Il Partito Democratico risponde alle accuse del gruppo Riparolium.

Guerra delle affissioni a Rivarolo: arriva la risposta dei Dem
Rivarolo, 09 Agosto 2020 ore 11:35

Guerra delle affissioni a Rivarolo: arriva la risposta dei Dem. Il Partito Democratico risponde alle accuse del gruppo Riparolium.

Guerra delle affissioni

Chi di cartellone ferisce, di tabellone perisce. A Rivarolo è guerra delle affissioni. Potrebbe essere questo il «movente» che ha indotto il Partito Democratico a far affiggere in questi giorni, per le vie della cittadina, dei cartelli (con tanto di regolare timbro di pubblica affissione) in risposta, probabilmente, a quelli che erano comparsi durante la patronale di San Giacomo a firma del gruppo «Riparolium» in cui si accusava la Giunta di Alberto Rostagno di essere la più cara della storia della città. E se l’Amministrazione ha deciso di non replicare, se non mezzo stampa con l’assessore Costanza Conta Canova che sollecitata da una domanda ad hoc de «Il Canavese» ha risposto «La solita minestra riscaldata», ci ha pensato il Circolo del Partito Democratico dell’Alto Canavese a rimandare, in maniera indiretta dall’altra parte del campo la palla, sul terreno di Fabrizio Bertot. Che non viene citato direttamente, ma vengono richiamati alla memoria fatti (il commissariamento, il crack Asa, le spese legale sostenute nei vari ambiti giudiziari) che sono tutti legati, storicamente, al periodo in cui governava, appunto, Bertot.

La risposta dei Dem

«Iniziamo col dire che la maggioranza viaggia sui suoi binari e noi sui nostri. Poi, che all’interno dell’esecutivo ci siano anche tre nostri tesserati, questo fa sì che noi si prenda pure determinate posizioni, ma non vogliamo, però, certo sostituirci all’Amministrazione», precisa Simona Appino, segretario dei Dem, messa di fronte al fatto che forse quell’azione ce la si aspettava dalla squadra di maggioranza di Rostagno e non dal «partito-azionista di riferimento» della cordata che sostiene l’esecutivo. E pare che nell’ultima riunione della lista «Rivarolo Rinasce con… », quando è circolata al tavolo la bozza del manifesto che di lì a poco sarebbe arrivata sui muri della città, proprio Rostagno abbia detto: «Avremmo potuto farlo noi». Già, poteva essere un’opzione da esercitare, ma se a una settimana dall’attacco di Bertot nessuno ha mosso un dito, ci ha pensato il Partito Democratico. «In quel “foglio” ci sono dei precisi riferimenti a fatti successi nel recente passato che è bene ricordare, anche se non credo visto come sono andate le ultime elezioni che abbiamo vinto, per non dimenticare. Errori fatti da persone che oggi puntano il dito su questa Amministrazione. Dal mio punto di vista i cartelli andrebbero fatti su altri temi. Magari sul futuro dell’ospedale di Cuorgnè, ma probabilmente qualcuno ha paura ad andare contro la Regione. Consiglio a quelle persone meno chiacchiere sui muri e più cose concrete per i canavesani».

L’intervento dell’ex segretario Paolini

Sulla questione interviene anche Massimo Paolini, ex segretario del Pd rivarolese, oggi membro del Circolo Dem Alto Canavese. «E normale che si risponda ad uno che ti attacca in Consiglio comunale sugli stipendi senza preoccuparsi-ricordarsi di quello che ha fatto quando governava lui. E’ un’azione prettamente politica ed è giusto che l’abbia fatta il Pd, che all’interno della maggioranza di Rivarolo ha degli iscritti. Probabilmente ci si è già dimenticati di quando in passato i vice sindaco guadagnavano 1800 euro! Poi è vero che il primo cittadino dell’epoca non percepiva emolumento, ma per fortuna in Italia la politica non è una cosa solo per ricchi e la legge permette a tutti di poter esercitare un ruolo amministrativo prevedendo delle indennità di carica». Ancora Paolini. «Visto che il tema è di natura economica mi chiedo come mai la Corte dei Conti non si sia ancora espressa sui disastri in bilancio del passato, nonostante a suo tempo sia stato fatto un esposto».
Si riaccende dunque, complice pure l’estate rovente, il fuoco della polemica tra il Pd e Fabrizio Bertot su temi già al centro della campagna elettorale. Simona Appino: «Nel fare questa azione ci siamo trovati d’accordo subito. Siamo un piccolo circolo, certo, ma così come su tante altre tematiche, siamo stati in sintonia nel decidere per la pubblicazione di quei manifesti. E poi, resto dell’idea che non è quanto la legge preveda per l’indennizzo di carica, ma che le persone che occupano quel ruolo siano competenti e che facciano il loro dovere». E sul clima che si respira a Rivarolo, Appino fa un ultimo passaggio: «Mi si lasci dire che sulla questione degli avvisi di garanzia per la tragedia imprevedibile del sottopasso che è avvenuta ieri ma che poteva capitare anche 20 ani fa, via social ho visto un accanimento che mi ha fatto ribrezzo. Con certi commenti e battute bisogna stare davvero cauti».

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