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Il Tribunale delle Acque di Roma dà ragione al Comune di Borgofranco: tutto da rifare per il Bim

Contestati gli atti del Bim approvati nel dicembre 2019, nel maggio 2020, nonché tutte le decisioni assunte, sia sulla distribuzione dei contributi, sia sull'elezione del presidente Sabrina Noro.

Il Tribunale delle Acque di Roma dà ragione al Comune di Borgofranco: tutto da rifare per il Bim
Politica Ivrea, 15 Febbraio 2022 ore 14:02

Il Tribunale delle Acque di Roma ha dato ragione al Comune di Borgofranco e, di conseguenza, al sindaco Fausto Francisca (avvocati Carlo Emanuele Gallo e Alberto Romano) nel contenzioso sulla ripartizione dei fondi Bim 2020 per oltre un milione di euro.

Il Tribunale delle Acque di Roma dà ragione al Comune di Borgofranco

Nella sentenza, pronunciata a fine gennaio, i giudici hanno annullato tutte le deliberazioni impugnate condannando al pagamento delle spese legali il Bim (rappresentato dai legali Silvio Crapolicchio e Massimiliano Marsili) per 4000 euro, ed i paesi costituitesi Bollengo, Burolo, Chiaverano e Lessolo per 2000 euro. Il verdetto riunisce le cause già avanzate nel 2020 e nel 2021, contestando gli atti del Bim approvati nel dicembre 2019, nel maggio 2020, nonché tutte le decisioni assunte, sia sulla distribuzione dei contributi, sia sull'elezione del presidente Sabrina Noro.

I fatti

L’impasse era nato nel 2019 dopo le fusioni dei municipi in Valchiusella (con la nascita di Valchiusa e Val di Chy). La querelle era stata poi posta al Tar che, invece, aveva avvallato la suddivisione del denaro in base alla legge del 2009 fra le tre sezioni, ossia i paesi della Valchiusella, Valle Dora e della Serra, più Castellamonte e Castelnuovo Nigra. Il Comune di Borgofranco ne aveva chiesto l'annullamento, sostenendo di contro di conteggiare la somma sulla base dei criteri della successiva legge del 2015 (già modificata 3 anni prima): Comune per Comune, considerando superficie totale ed abitanti.

La sentenza

Nello 8 pagine del dispositivo i giudici rimarcano come i sovracanoni «seppure ascrivibili all’originario legame dell'attività idroelettrica» siano stati ridefiniti tramite le nuove disposizioni. I ricorsi sono stati dunque accolti e gli atti dichiarati illegittimi. Morale? Il denaro ripartito in precedenza viene nuovamente messo in discussione dal recente verdetto. Per tutti i Comuni, fino al nuovo ricalcolo, i conti restano bloccati. Un «terremoto» per tutti i Bim costretti ora a non ignorare la legge del 2012, ribadita nel 2015.

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