Menu
Cerca
futuro sempre incerto

Sport ancora penalizzato dalla pandemia

L'amarezza del maestro felettese di arti marziali Mattia Faletto.

Sport ancora penalizzato dalla pandemia
Sport Alto Canavese, 06 Marzo 2021 ore 16:17

Sport ancora penalizzato dalla pandemia: in quelli da contatto per i dilettanti tutto rimane ancora off-limits.

Sport ancora penalizzato dalla pandemia

Ancora tante incognite nel mondo dello sport al chiuso ed in particolare per le discipline cosiddette di «contatto». Perché il perdurare del Covid e la nuova recrudescenza nel numero delle persone che stanno risultando positive nell’ultimo periodo costringe molte specialità a rimandare l’apertura ai propri associati. Infatti, nel mondo dei dilettanti, fatta eccezione per coloro che fanno agonismo, per gli altri tutto resta «off limits». Ed anche l’accesso ai vaccini, che in qualche maniera potrebbe mutare la situazione, rimane tutta da decifrare.

L’amarezza del maestro Mattia Faletto

A confermarlo è il maestro felettese Mattia Faletto, che si occupa di judo e arti marziali. «Negli ultimi giorni si è aperta una discussione con la nostra Federazione, dato che altre discipline sono state capaci di ripartire mentre noi siamo ancora in piena difficoltà. Io seguo 6 palestre diverse, abbiamo circa 180 tesserati e di questi solo un decimo, ovvero gli agonisti, possono fare qualcosa. Il resto è tutto completamente fermo». E dire che tanto si era fatto per riprendere in sicurezza: «Protocolli, sanificazioni e non solo: a settembre del 2020 sembravamo in grado di poter muoverci in sicurezza, invece, poi c’è stata l’ennesima chiusura. Adesso la ripartenza è lenta, ma possiamo dire che siamo ridotti all’osso». Faletto pensa ai tanti giovani che in questo momento stanno perdendo entusiasmo: «Per loro, forse ancor di più per noi adulti, il momento è difficile. C’è chi non ha più voglia di fare, altri che stanno pensando di mollare o di cambiare disciplina».

Un pensiero al futuro

Pure la questione vaccini, almeno per chi insegna lo sport, è piuttosto delicata: «Se ne discute, si fanno delle proposte, si avanzano delle richieste ma per ora anche sotto quell’aspetto si va molto a rilento». Ma non si può restare con le mani in mano: «Insieme all’Akiyama di Settimo, che è una delle più grandi realtà del Piemonte in fatto di judo, ci siamo mossi al fine di confrontarci con la Regione, in particolare con il presidente Cirio e con l’Assessore Ricca, affinché si possa attivare un progetto per i più piccoli. Dobbiamo pensare a loro ed al futuro che li attende». Tra allenamenti a porte chiuse e senza contatti si guarda comunque avanti: «Personalmente sono stato convocato per i mondiali a Cracovia di ottobre. Quello che mi chiedo è come possiamo allenarci correttamente per arrivare a un evento del genere? Ci proveremo, ma mi sembra tutto così assurdo».