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Lancio di uova, tra gli aggressori anche il figlio di un consigliere comunale Pd

Uno dei tre ragazzi è figlio di un consigliere comunale del Pd. Il gioco dei giovani è finito in caserma.

Lancio di uova, tra gli aggressori anche il figlio di un consigliere comunale Pd
Cronaca Torino, 04 Agosto 2018 ore 08:00

Tre ragazzi residenti a Moncalieri, Vinovo e La Loggia: sono i responsabili del lancio di uova contro Daisky Osakue.

Lancio di uova, i tre responsabili

Sono stati identificati giovedì 2 agosto i tre giovani responsabili del lancio di uova avvenuto nella notte tra il 29 e il 30 luglio ai danni di Daisy Osakue. La giovane atleta colpita ad un occhio dall’uovo lanciato da una vettura in corsa. Un mezzo Fiat Doblò che, secondo le prime indagini dei carabinieri, era stato già segnalato come “protagonista” di aggressioni di questo genere.

Chi sono i tre ragazzi

I tre ragazzi hanno tutti 19 anni. Uno abita a Moncalieri, uno a La Loggia, l’altro a Moncalieri. Proprio a pochi metri di distanza dal portone di ingresso di Daisy. Si tratta di Federico De Pascali, Matteo Piovano e Fabio Montalbetti. Il primo a essere identificato è stato proprio Federico De Pascali, il giovane alla guida del Doblò rintracciato dai carabinieri grazie alle telecamere di sorveglianza della zona. I nomi degli altri due amici sono arrivati poco dopo, grazie alla confessione resa di fronte ai militari della Compagnia di Moncalieri.

: attendo scuse per caso . Parlavano di allarme razzismo ed invece erano tre idioti. Uno era figlio di un consigliere del PD. 

Il commento del padre, consigliere del Pd

A commentare la vicenda nella quale è rimasto coinvolto anche il figlio Federico, è stato proprio il consigliere comunale Pd Roberto De Pascali, attivo e impegnato politicamente a Vinovo. “Si sono resi conto di aver fatto una sciocchezza, il razzismo non c’entra”, ha confidato ai cronisti della stampa torinese. La pista del razzismo, la prima che sembrava percorribile dopo l’episodio denunciato nella mattinata di lunedì, è stata esclusa dai carabinieri che hanno approfondito la vicenda e che, ieri, hanno finalmente identificato e raggiunto i tre giovani protagonisti del raid a colpi di uova.

Altri sette “colpi”

Secondo quanto confessato dai tre giovani ai militari di Moncalieri, negli ultimi due mesi, sarebbero circa 7 gli episodi analoghi di cui i ragazzi si sono resi protagonisti. Tutti convocati e ascoltati in caserma, hanno ammesso le proprie responsabilità. La motivazione del gesto è riconducibile ad una mera goliardia che, di fatto, a loro costerà cara.

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