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prospettive per il futuro

Gigafactory di batterie di Scarmagno, 4mila nuovi posti di lavoro: le reazioni del territorio

La Fiom-Cgil: «La transizione verso una mobilità sostenibile può essere una opportunità, se sono notizie reali e concrete, rappresentano la giusta direzione».

Gigafactory di batterie di Scarmagno, 4mila nuovi posti di lavoro: le reazioni del territorio
Economia Ivrea, 19 Febbraio 2021 ore 15:30

Nel 2024 dovrebbe nascere la nuova Gigafactory di batterie di Scarmagno che porterà 4mila nuovi posti di lavoro per il territorio. La Fiom-Cgil però chiede garanzie occupazionali per l’indotto automotive.

Gigafactory di batterie di Scarmagno

Dopo l’annuncio di ieri della scelta del sito ex Olivetti di Scarmagno da parte di Italvolt per realizzare la nuova Gigafactory di batterie, la più grande d’Europa, sono molti gli amministratori del territorio che hanno manifestato il  proprio entusiasmo per un futuro che vedrebbe 4mila nuovi posti di lavoro nella sede di Scarmagno, 12mila considerando anche l’indotto.

La reazione di Fiom-Cgil

Mentre la buona notizia fa sperare per un futuro occupazionale roseo per il territorio, Stellantis ha invece reso noto la sospensione in cassa integrazione dello stabilimento Presse dal 22 febbraio al 5 marzo. Il ricorso agli ammortizzatori sociali è dovuto, dichiara l’azienda, alla contrazione delle richieste dalle carrozzerie “clienti”. Lo stabilimento delle Presse di Mirafiori rifornisce di parti di carrozzeria stampate diversi stabilimenti in Italia e lavora per molti modelli differenti.
Per questo motivo Edi Lazzi, segretario provinciale della FIOM-CGIL e Ugo Bolognesi responsabile di Mirafiori per la FIOM-CGIL hanno dichiarato: «La transizione verso una mobilità sostenibile può essere una opportunità e notizie di un possibile insediamento industriale per una filiera corta dei componenti per la mobilità elettrica, se sono notizie reali e concrete, rappresentano la giusta direzione, come la Fiom sostiene da tempo. Serve però da subito un piano in grado di programmare il futuro, difendendo l’occupazione e favorendo il ricambio generazionale. Bisogna, in fretta, passare dalle parole ai fatti». «Su questa storia di Scarmagno – sottolinea Bolognesi – tutta Torino si dovrebbe mobilitare e non continuare a dormire o a guardarsi l’ombelico».

Bonomo: “Un’importante opportunità”

«Si tratta di un’importante opportunità per il nostro territorio – commenta la deputata canavesana del Pd, Francesca Bonomo – ma anche un importante tassello per costruire la transizione del nostro tessuto produttivo territoriale dell’automotive che ha un patrimonio di know how di alto valore verso produzione di modelli elettrici». La prima fase del progetto, promosso da Italvolt, potrebbe essere completata entro la primavera 2024. «La soluzione ideale – conclude Bonomo facendo riferimento alla location ex Olivetti – perché così si andrà a riqualificare una zona dismessa, che ha segnato un’epoca per Ivrea e il Canavese. L’auspicio è che il progetto possa diventare presto realtà per ridare slancio ad un territorio che nel recente passato è stato uno dei motori dell’economia italiana. Siamo sicuri che questo sarà un ulteriore tassello verso la rivoluzione Green che andrà a ridurre drasticamente le emissioni, salvaguardando però il settore dell’automotive e la sua componentistica».

Avetta: “Monitorare lo sviluppo”

«Il progetto dell’Italvolt di realizzare a Scarmagno la Gigafatory per la produzione e lo stoccaggio di batterie al litio, costituisce una notizia importante per il Canavese e per il suo tessuto sociale, industriale e produttivo. Nei giorni scorsi ho avuto occasione di dire a Lars Carlstrom, il CEO e fondatore di Italvolt, che a Scarmagno troverà cultura d’impresa, competenza e serietà. Quella della Gigafactory è un’iniziativa imprenditoriale che arriva al momento giusto. Le risorse del Next Generation EU, infatti, tracciano una direzione chiara, e il programma del Governo Draghi segna un passo decisivo sul tema dell’innovazione tecnologica. La Regione Piemonte dovrà monitorare lo sviluppo di questo percorso, ed il fatto che l’assessore alle Attività produttive Andrea Tronzano abbia coinvolto fin dall’inizio i sindaci del territorio, dimostra che siamo partiti con il piede giusto».

Notizia accolta positivamente anche a Ivrea

«L’individuazione del sito di Scarmagno è sicuramente un primo passo fondamentale  – afferma il sindaco di Ivrea Stefano Sertoli –  L’eventuale realizzazione di un impianto produttivo di tali dimensioni avrebbe una valenza immensa che, come ricadute occupazionali, produttive e sociali andrebbe ben oltre i confini del nostro territorio che, da non molto tempo è attraversato da fortissimo fermento con un susseguirsi di progetti ed attività che hanno vista progressivamente la luce dopo la nomina a Patrimonio Mondiale UNESCO. La massima attenzione al contesto in cui andrebbe ad inserirsi lo stabilimento, la volontà di puntare ad un centro di formazione dedicata, il progetto realizzativo fortemente concentrato sul rispetto dell’ambiente e sull’eco sostenibilità ed il voler riprendere quello che fu il pensiero di Adriano Olivetti sono tutti elementi che ci fanno intravvedere delle immense potenzialità per l’intero territorio canavesano».

Luisa Marchelli presidente Agenzia per lo sviluppo del canavese

«Abbiamo appreso con grande soddisfazione la scelta di Italvolt per il nostro territorio – commenta Luisa Marchelli presidente agenzia per lo sviluppo del canavese – La decisione dell’insediamento è una nota di pregio e riconoscimento per la nostra storia e ci proietta verso un futuro di crescita, sviluppo ed interesse economico sociale e digitale del Canavese. Un progetto che si inserisce in un contesto di nuove idee ed incubatori che speriamo ci vedano protagonisti nel prossimo futuro partendo proprio dalla riqualificazione degli iconici stabilimenti Olivetti, sparsi su tutto il Canavese, che hanno reso fiero nel mondo il nostro territorio e la filosofia dei nostri imprenditori. Il potenziale di questo investimento ci pone a traino di una crescita sostenibile, evidenzia il nostro potenziale creativo e da impulso ad investimenti a lungo termine per lo sviluppo e l’occupazione. Siamo convinti che il supporto che può fornire il nostro tessuto e l’Agenzia per lo Sviluppo del Canavese stessa siano a confermare la volontà di collaborare e la lungimiranza di Italvolt nell’aver scelto il Piemonte per il suo futuro. Proprio in quest’ottica l’Agenzia sta lavorando da un anno su progetti di sviluppo economico, territoriale in particolare sulle tematiche tecnologiche e digitali e questa notizia che speriamo porti i risultati sperati ci fa pensare che la visione dell’Agenzia sia quanto mai attuale e che presto in questo 2021 anche sull’onda di questi importanti investimenti sia soggetto propulsore di un ulteriore rilancio del Canavese».

 

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