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Il pertusiese Giovanni Ellena analizza la stagione

Una generazione di ciclisti pagherà a caro prezzo questo 2020

Il direttore sportivo dell'Androni Sidermer è convinto che il Covid penalizzerà tantissimi giovani atleti.

Una generazione di ciclisti pagherà a caro prezzo questo 2020
Cronaca Alto Canavese, 28 Novembre 2020 ore 17:22

Il ds dell’Androni Sidermerc, Giovanni Ellena, racconta questo anno “anomalo”. Una generazione di ciclisti pagherà a caro prezzo questo 2020.

Una generazione di ciclisti pagherà a caro prezzo questo 2020

Tra dubbi, incertezze e difficoltà oggettive che sono state però affrontate nella maniera migliore, la stagione del ciclismo professionistico è andata in porto. E con essa anche l’ennesima esperienza in seno all’Androni Giocattoli Sidermec di Giovanni Ellena, il direttore sportivo di Pertusio che da diverse stagioni regala grandi emozioni al Canavese. Un’annata particolare, concentrata tutta in pochi mesi per colpa di un Covid-19 che ha rivoluzionato la vita di tutti giorni, ma anche il quotidiano di chi fa sport a ogni livello.

La stagione dei “prof” raccontata da Giovanni Ellena

«Se andiamo a vedere come si è presentata la situazione, direi che la stagione del ciclismo professionistico è stata salvata alla grande. Da agosto in poi in poche settimane sono state disputate le gare a tappe più importanti, mentre in Italia praticamente tutte le “classiche” sono andate in scena regolarmente. Direi che è stato fatto un lavoro enorme, il quale ha dimostrato pure come i protocolli applicati sono stati eccellenti. Non a caso il numero dei “positivi” al virus è stato limitatissimo».

Le polemiche del “Giro”: il giudizio del pertusiese

Al «Giro» d’Italia», dove Ellena e l’Androni di Gianni Savio erano presenti, però non sono mancate le polemiche. E qui, Giovanni non va certo per il sottile: «Mi permetto di dire che certe situazioni le ho trovate davvero assurde. E aggiungo anche che alcuni team manager di grandi squadre hanno dimostrato di non essere in grado di fare adeguatamente il loro mestiere. In primis, vorrei sottolineare come l’organizzazione del “Giro” avesse predisposto i controlli ed i tamponi in maniera adeguata, ma alcune formazioni hanno preferito farli per conto proprio. Guarda caso, le situazioni limite si sono verificate in questi ambiti. Poi, è assurdo che tu, responsabile di un team che in corsa porta degli sponsor e dei nomi che ti garantiscono il sostentamento, e quindi stai facendo il tuo lavoro per cui sei pagato, decidi di interrompere tutto di fatto, venendo meno a quello che è il compito assegnatoti».

Annata di tutto rispetto per la squadra biancorossa

Venendo alla stagione dell’Androni Sidermec, Ellena si dice soddisfatto del riscontro finale: «Non possiamo lamentarci, avendo pure concluso al terzo posto nella speciale classifica delle squadre col maggior numero di vittorie tra le «Professional». Se andiamo a vedere avremmo pure potuto partecipare a delle corse dove eravamo in grado di puntare al successo, ma non avendo all’epoca garanzie sulla reale sicurezza in ambito sanitario abbiamo deciso di rinunciarvi. Ecco, in quei momenti, dove i protocolli non era ancora del tutto delineati, era giusto valutare se gareggiare o meno. Poi, ogni cosa è diventata chiara e ripeto abbiamo corso con le necessarie precauzioni. Se andiamo a vedere, la nostra squadra ha effettuato di sua sponte più di 500 tamponi, senza contare tutti quelli fatti ad esempio al “Giro”, garantendo un controllo elevato».

Uno sguardo al prossimo anno agonistico

Le gare sono finite, ma già si guarda alla prossima stagione: «Da ciò che traspare ad oggi – aggiunge ancora Giovanni – ci attende un inizio di 2021 che non dovrebbe essere molto diverso da questo 2020. Quindi ancora controlli, limitazioni e tanta tanta attenzione. Noi ci stiamo muovendo: abbiamo “tagliato” una serie di corridori che non hanno dimostrato di avere forse i giusti stimoli, mentre al momento sono 8 le “new entry” previste. Uno è un corridore di esperienza, gli altri 7 sono giovani che promettono bene. Il compito dell’Androni Sidermec è proprio quello di valutare e di portare ragazzi interessanti su di una determinata ribalta. Però sono loro che devono dimostrare di avere “fame” e voglia di fare sacrifici».

Occhio di riguardo per i dilettanti…

Infine, un ultimo pensiero al mondo dilettantistico delle due ruote, che a differenza dei «pro» ha vissuto un 2020 davvero difficile. «E’ stato per loro un anno da dimenticare, visto che in pratica non hanno corso. Il mio pensiero va ad esempio agli Juniores, che dopo una stagione dove non si sono espressi rischiano di vivere il loro secondo ed ultimo anno in categoria senza aver potuto mostrato il loro potenziale. O che dire degli Under 23 e degli Elite che puntano al passaggio nei professionisti: difficile giudicarli senza che abbiano fatto vedere in strada ciò che valgono. Il rischio serio è che per colpa del Covid andremo a perdere un’intera generazione di corridori, i quali anche solo per allenarsi hanno dovuto fare carte false».